Il 29 giugno 1966 don Gianni Carparelli veniva ordinato
sacerdote: 60 anni al servizio delle comunita’ cristiane, dei
giovani, dei piu deboli. Da leggere il suo testo “Il Giardino e
il Giardiniere” .
Stefano Stefanini
 I fedeli di tante parti del mondo, gli amici dell’Associazione
del Beato Domenico della Madre di Dio hanno rivolto il 29 giugno, memoria
dei Santi Pietro e Paolo, a don Gianni Carparelli i più affettuosi auguri per il
suo 60mo di sacerdozio.
Amicizia, riconoscenza, affetto legano questa piccola comunità al suo padre
spirituale e consigliere, legato all’Associazione del Beato Domenico della
Madre di Dio, venerato a Castel d’Asso, presso la chiesetta rurale della Mater
Amabilis e dove ogni domenica don Gianni celebra la Santa Messa.
Nella sua formazione e nel suo ministero sacerdotale e’ stato essenziale il
rapporto sempre vivo con mons. Dante Bernini, punto di riferimento di
generazioni di presbiteri e laici, con un impegno concreto per un “umanesimo
integrale” arricchito dall’impegno per la pace, i giovani, lo sviluppo integrale
dell’umanita’, l ‘ambiente e la cultura.
Don Gianni è stimato e accreditato presso le tante espressioni sociali e del
volontariato della città di Viterbo e della Tuscia, frequentemente scrive per
pubblicazioni, giornali di ispirazione religiosa e laici, con uno stile
personalissimo di rara efficacia e realismo, frutto della sua estesa cultura ed
esperienza umana e spirituale, sempre vicino a chi ha bisogno di sostegno
morale, materiale e spirituale.
Il suo Servizio sacerdotale lo ha esercitato in tanti Paesi del mondo:
Corea del sud, India, Gran Bretagna, Equador, Trinità e Tobago, Brasile e Canada,
sperando di non aver tralasciato altre sue destinazioni, dove ha seguito
particolarmente gli immigrati italiani.

In particolare, ha trascorso moltissimi anni in Canada, a Toronto, dove ha
esercitato il suo “ministero qualificato”, creando una struttura tutt’ora esistente
di accoglienza e aiuto in favore tossicodipendenti, prostitute e senzatetto.
Ha conosciuto Madre Teresa di Calcutta, che ha frequentato quando era in
India e che è andata poi a trovarlo in Brasile.
Ha scritto molti testi di spiritualità, cultura, arte sacra e profana e ha condiviso
esperienze pastorali, culturali e umane accanto al Vescovo mons. Dante
Bernini.
Insieme a tanti confratelli sacerdoti, fedeli e cittadini, colleghi giornalisti con
Sandro Mosè Toso e Mario Mancini della redazione del periodico “Sosta e
Ripresa” formuliamo i migliori auguri di guidare ancora e sostenere la
Comunità a lui affidata e quanti vedono in lui un autorevole quanto umile
operaio nella Vigna del Signore, oltre che un attento osservatore e animatore
della víta sociale della nostra comunita’ civile.
Il migliore augurio che sentiamo di indirizzare a Don Gianni e’ contenuto nella
conclusione del suo testo del 2025 “Il Giardino e Il Giardiniere” che riassume
per noi la sua profonda e sincera dimensione sacerdotale: “… Tutto questo e’
straordinario perche’ non siamo noi a cercare Dio, a offrire a Lui qualcosa per
accattivarcelo e portalo dalla nostra parte… ma e’ Dio che cerca noi. 
Il Padre desidera un rapporto personale con ogni uomo e ogni donna.
Non e’ un Dio distante, ma vicino, che desidera estere amato con cuore
sincero, e per far questo alcune volte, essendo persone corporee, abbiamo
bisogno di sussidi e strumenti, quali le formule di preghiere, i riti, le
funzioni…ma questi sono solo “strumenti”, Non sono l’essenza della nostra
Fede. L’essenza della nostra Fede e’ la “sequela” di una Persona viva e
presente in mezzo a noi: il Risorto.”
Ad multos annos!

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