Giornata della Memoria :
Ricordare per combattere ogni
forma di odio e di razzismo con la
testimonianza del racconto tra generazioni
nel testo „Storie di nonni e bisnonni. Dalla
Shoah alle Stolpersteine (Pietre d‘inciampo).“

Stefano Stefanini

Con varie manifestazioni domani martedì 27 gennaio le
nostre cittadine, con la partecipazione degli alunni delle
Istituti Scolastici, commemoreranno la Giornata della
Memoria.

A Viterbo domani Martedì 27 gennaio, in via della Verità
19, a partire dalle ore 9, si terrà come ogni anno la
cerimonia commemorativa per la Giornata della
Memoria, organizzata dal Comune di Viterbo e
dall’istituto comprensivo Luigi Fantappié.
L’evento si terrà nei pressi dell’abitazione di Emanuele
Vittorio Anticoli, Bruno Di Porto e Letizia Anticoli, in ricordo
della famiglia ebrea che trovò la morte nei campi di
concentramento ad Auschwitz e Mauthausen nel 1944. Un
luogo che il 27 gennaio diventa simbolo di tutti i cittadini
viterbesi deportati nei campi di concentramento e che non
hanno più fatto ritorno.

La cerimonia avrà inizio con la deposizione di una corona di
alloro da parte della sindaca Chiara Frontini, seguiranno gli
interventi delle autorità presenti, per poi lasciare spazio a
letture, canti, narrazioni e brani musicali eseguiti delle
alunne e degli alunni delle classi quinte della scuola
primaria Luigi Concetti e delle classi terze della scuola
secondaria Luigi Fantappié.
Nel gennaio 2015 in via della Verità furono collocate tre
pietre d’inciampo davanti al portone d’ingresso
dell’abitazione, in memoria della famiglia ebrea, prelevata
da quell’edificio e destinata alla morte nei campi di
sterminio. La collocazione fu opera dello stesso artista
Gunter Demnig, “padre” delle pietre di inciampo. Alla
memoria della famiglia ebrea viterbese è dedicata anche la
targa collocata negli anni passati sulla facciata dello stesso
edificio.

E‘ significativo il contenuto del testo „ Storie di nonni e
bisnonni „Storie di nonni e bisnonni. Dalla Shoah alle
Stolpersteine, Pietre d‘inciampo“ con la presenza degli
autori Mauro Galeazzi e da Alessandra Fornari.
Il libro e‘ stato scritto per i nipoti degli autori e ai loro
compagni.
A loro e ai loro figli e‘ attribuito il gravoso compito di
raccogliere il testimone …di tramandare la memoria di
quanto accaduto ai loro bisnonni e a milioni di altre persone
inermi.
Perché, come scritto nel libro più importante del popolo
ebraico, il Talmud, „una persona continua a vivere solo se si
mantiene la memoria del suo nome“.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei
Diritti Umani in un comunicato considera la Giornata
della Memoria un momento centrale del calendario
civile italiano ed europeo, non soltanto come occasione di
commemorazione, ma come spazio pubblico di riflessione
critica sul rapporto tra storia, responsabilità e diritti.
il CNDDU intende promuovere, in vista della Giornata della
Memoria 2026, una Campagna nazionale per le scuole dal
titolo “Parole che restano”. Si tratta di un percorso pensato
per coinvolgere studenti e studentesse in un’esperienza
attiva e partecipata di confronto con la memoria scritta della
Shoah, valorizzando la lettura critica dei testi, l’analisi dei
documenti e la riflessione sul linguaggio. “Parole che
restano” nasce dall’idea che siano proprio le parole – quelle
dei diari, delle lettere, delle leggi, delle testimonianze – a
costruire il ponte tra il passato e il presente, rendendo visibili

i processi attraverso cui i diritti possono essere
progressivamente negati.
La campagna mira a rafforzare il ruolo della scuola come
luogo di costruzione della coscienza civile, superando una
didattica puramente celebrativa e promuovendo percorsi
capaci di integrare storia, educazione linguistica ed
educazione ai diritti umani.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei
Diritti Umani sostiene che: „nel contesto internazionale
del 2026, attraversato da guerre e crisi umanitarie, la
Giornata della Memoria assume un valore particolarmente
delicato. Il riconoscimento della sofferenza delle popolazioni
civili richiede attenzione e sensibilità, ma anche rigore
nell’uso del passato.
La memoria della Shoah non può essere sovrapposta
meccanicamente al presente né trasformata in uno
strumento di contrapposizione politica. Preservarne la
specificità storica è una condizione necessaria per
mantenere aperto uno spazio di confronto pubblico
responsabile e rispettoso.
Ricordare il 27 gennaio significa oggi tenere insieme
memoria scritta, responsabilità storica e impegno educativo.
Significa nominare senza ambiguità colpe e complicità,
comprese quelle italiane, senza rimozioni né
autoassoluzioni. Ma significa anche investire sulla scuola
come luogo in cui il passato non viene evocato per
chiudere il discorso sul presente, bensì per renderlo più
consapevole, più critico e più attento alla tutela dei
diritti e della dignità di ogni essere umano

La lezione della Shoah

La lezione della Shoah deve farci riflettere sul senso
profondo che porta con sé; deve impedire all’umanità di fare
ancora una volta gli stessi errori con una nuova popolazione
presa come capro espiatorio di tutti mali.
La storia ci fornisce la conoscenza necessaria per evitare di
sbagliare, e lo sterminio sistematico di un’intera popolazione
è il crimine contro l’umanità più grave che un uomo può
perpetrare contro un altro uomo”.
​Attraverso il ricordo dei Martiri dell’odio razziale, la visita nei
luoghi della Memoria delle nostre Citta’, delle Pietre
d’Inciampo individuate in alcune città italiane, dei campi di
concentramento europei, anche solo attraverso le immagini,
fa rivivere a noi tutti recuperi di storie ed esperienze umane,
in località dense di memoria come lo Yad Vashem, il Museo
dell’Olocausto e il Giardino dei Giusti di Gerusalemme.

Ripercorrere le varie “Storie di Guerra per la Pace” per
invocare la Pace per i tanti focolai di guerra che
caratterizzano questi ultimi anni.
Ripercorrere le varie “Storie di Guerra per la Pace”, dove gli
ex combattenti e gli ormai pochi reduci dagli eccidi di massa
hanno modo di raccontare le loro storie di guerra e di
violenza vissuta, per fare in modo che tutto questo non
debba più accadere.
Per questo sono lodevoli e vanno incrementate le iniziative
che coinvolgono studenti e insegnanti di tutte le scuole per
riconsiderare un messaggio importante che tutti i cittadini
dovranno accogliere: il richiamo alla vita,

Purtroppo dalle guerre che caratterizzano questi nostri anni,
i potenti della terra non hanno compreso la lezione della

storia: che per i popoli „con la guerra tutto e‘ perduto e con

la pace tutto è guadagnato”

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