Oggi sabato 14 marzo Giornata
della Stampa promossa dal Vescovo di Viterbo mons.Orazio
Francesco Piazza . “Dignità della persona e qualità delle
relazioni. Impatto dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro e la
deontologia delle giornaliste e dei giornalisti”.
Stefano Stefanini (#)
Si svolgerà domani sabato 14 marzo dalle ore 9,30 presso il Centro
Pastorale Villanova, la Giornata della Stampa sul tema “Dignità
della persona e qualità delle relazioni . Impatto dell’Intelligenza
Artificiale sul lavoro e la deontologia delle giornaliste e dei
giornalisti“, Giornata di formazione e dialogo promossa dal Vescovo
di Viterbo, mons. Orazio Francesco Piazza
Saremo ospiti del parroco e assistente spirituale dei Giornalisti
Cattolici UCSI di Viterbo, don Emanuele Germani.
Nella recente trasmissione Fatti e Commenti con Luca
ANTONELLI dell’Ufficio delle comunicazioni sociali della Diocesi di
Viterbo abbiamo approfondito i contenuti di questa Quarta Giornata
della Stampa, dedicata dal Vescovo di Viterbo, mons. Orazio
Francesco Piazza al tema: “Dignità della persona e qualità delle
relazioni . Impatto dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro e la
deontologia delle giornaliste e dei giornalisti. “
Saranno presenti alla Giornata della Stampa, promossa da mons.
Orazio Francesco Piazza, Guido d’Ubaldo, presidente dell’Ordine
dei Giornalisti del Lazio, Maurizio Di Schino presidente dell’Ucsi
Lazio, don Alessandro Paone, incaricato regionale per le
Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale del Lazio, oltre
ai relatori dei temi che ruoteranno intorno alla comunicazione e ai
suoi risvolti nell’era dell’intelligenza artificiale.
La traccia di base della Giornata della Stampa sarà’ il messaggio
per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (GMCS)
del 2026 che Papa Leone XIV ha rivolto ai comunicatori e ai fruitori
dei mezzi ci comunicazione: Custodire voci e volti umani,
focalizzandosi sull’alfabetizzazione mediatica e l’intelligenza
artificiale (IA) per promuovere il pensiero critico e la libertà
spirituale, affinché la tecnologia sia al servizio dell’umanità e non
viceversa, in un mondo dove la comunicazione tecnologica è
sempre più pervasiva.
Queste le linee guida che il Pontefice ha sviluppato nel messaggio
Custodire voci e volti umani, reso noto il 24 gennaio scorso,
memoria di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e dei
comunicatori:
– Promuovere l’alfabetizzazione mediatica per contrastare i rischi
dell’IA e assicurare che le macchine siano strumenti per la vita
umana;
Incoraggiare i cattolici a contribuire allo sviluppo del pensiero
critico, specialmente nei giovani, nell’era digitale.La Giornata delle
Comunicazioni Sociali si si celebrera‘ nel 2026 domenica 17
maggio, Solennità dell’Ascensione.
Papa Leone ribadisce l’urgenza di promuovere un’educazione e un
approccio che inviti a usare la tecnologia in modo consapevole,
preservando la dignità e l’unicità della persona umana nel
panorama comunicativo. Leone XIV ha scelto di sottolineare
l’importanza di salvaguardare “le capacità unicamente umane di
empatia, etica e responsabilità morale” davanti a tecnologie come
l’Intelligenza Artificiale. Il Dicastero Vaticano per la Comunicazione:
le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita
umana, non forze che erodono la voce umana”.
Il testo del Comunicato del Dicastero Vaticano per la
Comunicazione per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni
Sociali 2026 del 29 settembre 2025.
Custodire voci e volti umani
Negli ecosistemi comunicativi odierni, la tecnologia influenza le
interazioni in modo mai conosciuto prima – dagli algoritmi che
selezionano i contenuti nei feed di notizie fino all’intelligenza
artificiale che redige interi testi e conversazioni. Il genere umano ha
oggi possibilità impensabili solo pochi anni fa. Ma sebbene questi
strumenti offrano efficienza e ampia portata, non possono sostituire
le capacità unicamente umane di empatia, etica e responsabilità
morale. La comunicazione pubblica richiede giudizio umano, non
solo schemi di dati. La sfida è garantire che sia l’umanità a restare
l’agente guida. Il futuro della comunicazione deve assicurare che le
macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita
umana, e non forze che erodono la voce umana.
Abbiamo grandi opportunità. Allo stesso tempo, i rischi sono
reali. L’intelligenza artificiale può generare contenuti accattivanti
ma fuorvianti, manipolatori e dannosi, replicare pregiudizi e
stereotipi presenti nei dati di addestramento, e amplificare la
disinformazione simulando voci e volti umani. Può anche invadere
la privacy e l’intimità delle persone senza il loro consenso.
Un’eccessiva dipendenza dall’IA indebolisce il pensiero critico e le
capacità creative, mentre il controllo monopolistico di questi
sistemi solleva preoccupazioni circa la centralizzazione del potere
e le disuguaglianze.
È sempre più urgente introdurre nei sistemi educativi
l’alfabetizzazione mediatica, alla quale si aggiunge anche
l’alfabetizzazione nel campo di IA (MAIL ovvero Media and
Artificial Intelligence Literacy). Come cattolici possiamo e
dobbiamo dare il nostro contributo, affinché le persone –
soprattutto i giovani – acquisiscano la capacità di pensiero critico
e crescano nella libertà dello spirito.
(#) Stefano Stefanini del Direttivo Unione Cattolica Stampa
Italiana Lazio
