La Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'Inno
e della Bandiera" del 17 marzo : una festa civica ancora non
adeguatamente divulgata tra i cittadini. A 165 anni dall'Unita' occorre
un’adeguata preparazione in ogni comune e scuola della Repubblica:
commentare le parole del presidente sull’Unità e l’impegno per
riprendere a crescere.

di Stefano Stefanini
La "Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'Inno e della
Bandiera" del 17 marzo: una festa civica ancora non adeguatamente
divulgata tra i cittadini.
A 165 anni dall'Unita' d'Italia occorre un’adeguata preparazione in ogni
Comune e Scuola della Repubblica: commentare le parole del presidente
sull’Unità e l’impegno per riprendere a crescere.
Si celebra il 17 marzo la Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione,
dell'inno e della bandiera, istituita nel 2012 nella data della proclamazione a
Torino, il 17 marzo del 1861, dell'Unità d'Italia.
La Giornata dell'Unità nazionale e' stata istituita con la Legge n. 222 del
23 novembre 2012 "Norme sull'acquisizione di conoscenze e
competenze in materia di "Cittadinanza e Costituzione " e
sull'insegnamento dell'Inno di Mameli nelle Scuole.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata
dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera, celebrata il
17 marzo, ha reso omaggio al Milite ignoto, all’Altare della Patria a Roma.
Il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto,
dopo aver ricevuto gli onori militari, ha deposto una corona d'alloro sul sacello
del Milite Ignoto.
Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente del Senato Ignazio La Russa,
il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il Presidente del Consiglio dei
Ministri, Giorgia Meloni, e il Presidente della Corte Costituzionale, Giovanni
Amoroso. Erano presenti inoltre autorità civili e militari, rappresentanti
Interforze e delle Associazioni combattentistiche e d'Arma.
Istituita con la legge 23 novembre 2012 n. 222, la Giornata dell'Unità
nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera, ricorda la data, il 17

marzo del 1861, in cui a Torino è stata proclamata l'Unità d'Italia.
Nell'occasione il Capo dello Stato ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Il 17 marzo celebra il raggiungimento dell’Unità nazionale, il riconoscimento
dell’Italia come Stato sovrano, il coronamento delle aspirazioni e dell’impegno
civile che caratterizzarono la stagione del Risorgimento, solennemente
riaffermati poi nella lotta di Liberazione, che ha consentito al Paese di
riconquistare con la propria unità la propria libertà, ricomponendo la frattura
istituzionale e politica determinata dall’occupazione nazifascista, costruendo
l’Italia contemporanea.
La “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della
Bandiera” richiama elementi fondanti dell‘identità della Repubblica:
indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace. Si tratta di valori
maturati lungo un percorso storico complesso e non privo di afflizioni, che
trova la sua più alta e compiuta espressione nella Costituzione, autentico
presidio dei diritti e delle responsabilità che definiscono la nostra comunità
nazionale.
L’unità non costituisce soltanto un assetto politico-istituzionale, bensì è un
ideale profondo e condiviso, che attraversa e interpreta l’intera vicenda
storica del nostro Paese.
Costituzione, Canto degli Italiani e Tricolore sono simboli di una comunità
fondata sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle istituzioni
democratiche e di ogni persona.
È questo patrimonio di valori che la ricorrenza del 17 marzo invita a rinnovare
e a trasmettere, in particolare alle giovani generazioni, in un dialogo costante
e aperto. A loro, chiamate ad affrontare trasformazioni profonde e sfide
globali di inedita complessità, le istituzioni sono tenute a offrire orientamento,
fiducia e responsabilità, affinché possano contribuire con piena
consapevolezza alla costruzione del futuro del Paese.
In un contesto internazionale segnato da tensioni, conflitti e dal riemergere di
dinamiche di contrapposizione e di aspirazioni egemoniche che turbano
l’equilibrio mondiale, i principi che hanno ispirato la nascita della Repubblica
e che trovano espressione nella nostra Carta costituzionale e si ancorano alla
Carta delle Nazioni Unite sono saldo punto di riferimento.
Il 17 marzo è Giornata che rinnova l’appello all’impegno civile. Invito a
custodire e attuare, con coerenza e lungimiranza, i principi di libertà, giustizia
e pace su cui si fonda la Repubblica, affinché essi continuino a guidare
l’azione delle istituzioni e della società nel perseguimento di una convivenza
pacifica, solidale e autenticamente democratica, in Italia e nella comunità
internazionale».

 

In relazione alla festa dell’Unità, dai giovani viene da tempo indirizzato
al resto del paese un segnale chiaro: di impegno per una “cittadinanza
attiva.”
In relazione alla festa dell’Unità, dai giovani viene da tempo indirizzato al
resto del paese un segnale chiaro: di impegno per una “cittadinanza attiva”,
di partecipazione dei ragazzi nel mondo della scuola, con i loro insegnanti
come parte attiva del rinnovamento della società civile, che si esprime e si
impegna sui temi di rilevanza costituzionale, in una forma di apprendimento
ed educazione alle “Virtù pubbliche” di impegno per il Bene Comune, al di la
e come reazione ai cattivi esempi che spesso vengono da alcuni personaggi
pubblici.
La scuola deve tornare ad essere una “palestra formativa dei valori” per
preparare i ragazzi all’impegno nella società.
La scuola deve tornare ad essere una “palestra formativa” per preparare i
ragazzi ad affrontare le asperità ed i successi della vita ancorati al bagaglio
dei principi costituzionali fondamentali, unitamente agli Enti locali più prossimi
ai giovani cittadini: comune, provincia e regioni devono promuovere, in
collaborazione con le famiglie, la partecipazione dei giovani alla vita
politica e amministrativa locale, facilitando anche la conoscenza, da parte
dei giovani, dell’attività e delle funzioni dell’ente locale, degli istituti di
partecipazione pubblica nelle organizzazioni di volontariato socio-
assistenziale in favore di chi ha bisogno.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella : la cultura, più di ogni
altro elemento, è ciò che ci accomuna e ci distingue come Nazione, il
patrimonio storico di cui siamo eredi, la cultura che vive in tutte le sue
espressioni come ricerca e come creazione.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella lo ha ricordato più volte nei
suoi discorsi: “La cultura, più di ogni altro elemento, è ciò che ci accomuna e
ci distingue come Nazione, il patrimonio storico di cui siamo eredi, la cultura
che vive in tutte le sue espressioni come ricerca e come creazione”.

Emerge oggi tra i cittadini, giovani e meno giovani, un’irrefrenabile e
spontanea “resistenza civile del Paese” ed una esigenza naturale
all’attuazione concreta dei principi costituzionali dell’onestà e buon governo
della cosa pubblica, della solidarietà, del merito, del diritto-dovere al lavoro,
della tutela dell’ambiente e della qualità della vita, del pagamento delle
imposte come dovere civico e non imposizione a cui deve corrispondere da
parte di chi amministra scelte oculate, trasparenza delle decisioni e lotta alla
corruzione, all’evasione fiscale e alle inefficienze dello Stato.
Mediante un’adeguata preparazione alla Festa dell'Unità nazionale, della
Costituzione, dell'Inno e della Bandiera che cade il 17 marzo, occorre
recuperare le scuole di tutta l’Italia alla funzione naturale di collante
democratico. È ora di trasformare le paure in speranza, nell’educazione e nel
rispetto della legalità: lavoro, sostegno alle famiglie, partecipazione e
democrazia, solidarietà con chi è in difficoltà. Gli uomini passano, le idee
restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle
gambe di altri uomini.
Noi pensiamo che sia quanto mai opportuno che il corpo docente di ogni
istituto d’istruzione della Repubblica possa fornisca ai ragazzi la possibilità
di approfondire e commentare in modo appropriato il messaggio del
presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la giornata del Tricolore ,
“la nostra bandiera è stata il testimone di tutti gli avvenimenti che hanno
segnato il Risorgimento e la conquista dell’Unità d’Italia, sino alla Repubblica.
Un cammino distinto da momenti di grande entusiasmo e anche da terribili
sofferenze, superate con la tenacia, la caparbietà e l’eroismo di un popolo
che non ha mai rinunciato a voler dare ai propri figli un futuro migliore.”
Unità, volontà di riscatto, voglia di fare e stare insieme nell'interesse
generale, senza dividerci in fazioni contrapposte su tutto, senza perdere
spirito costruttivo e senso di responsabilità.

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