In occasione della Giornata Mondiale delle
Comunicazioni Sociali della domenica dell’Ascensione Papa
Leone commenterà il messaggio rivolto ai giornalisti
„Condividete con mitezza la speranza che sta nei vostri
cuori“, disarmando la comunicazione da ogni
pregiudizio, rancore, fanatismo e odio.
Stefano Stefanini (#)
Il tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
che si celebra nella domenica dell’Ascensione, che precede
la Pentecoste, pone l’attenzione sul fatto che troppo spesso
la comunicazione è violenta, mirata a colpire e non a
stabilire i presupposti per il dialogo.
Papa Leone XIV, durante il suo recente incontro del 12
maggio con i giornalisti, ha sottolineato l‘importanza di una
comunicazione di pace, incoraggiando a „disarmare la
comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo
e odio“. Il Papa ha ribadito l’invito di Papa Francesco di
purificare la comunicazione dall’aggressività,
promuovendo un linguaggio che sia disarmante e
disarmato.
Papa Leone avrà modo di fare proprio e dare una sua
Riflessione su „Condividete con mitezza la speranza che
sta nei vostri cuori (cf. 1Pt 3,15-16)“ , il tema che il Santo
Padre Francesco aveva scelto per la 59.ma Giornata
Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà
domani domenica 1 giugno, Solennita’ dell’Ascensione ed il
cui messaggio e’ stato pubblicato nella mattinata del 24
gennaio scorso, memoria di San Francesco di Sales
patrono della Comunicazione.
Papa Francesco ha invita nel corpo del Messaggio a
“disarmare la comunicazione e di purificarla
dall’aggressività”, dalla volontà di dominio e di possesso e
dalla manipolazione dell’opinione pubblica … liberarla dai
rischi di una “dispersione programmata dell’attenzione”
attraverso l’uso distorto dei sistemi digitali, con profilazione
con logiche di mercato, modificando così la percezione della
realtà del cittadino-fruitore dei media.
Il Santo Padre invita i comunicatori ad avere cura del
cuore, della vita interiore, con alcuni suggerimenti.
“Essere miti e non dimenticare mai il volto dell’altro; parlare
al cuore delle donne e degli uomini al servizio dei quali
state svolgendo il vostro lavoro.
Papa Francesco invita i comunicatori a non permettere che
le reazioni istintive guidino la comunicazione.
E questo per chi scrive esalta il lavoro del giornalista
sottoposto alle regole deontologiche e della legge
professionale, a cui risponde unitamente alla lealtà, buona
fede, appropriatezza e continenza ricerca e verifica delle
fonti nell’esercizio del diritto di cronaca, “attenendosi a un
linguaggio rispettoso, corretto e consapevole,
all’essenzialità dell’informazione e alla continenza”. (nuovo
Codice Deontologico della professione giornalistica dell’11
dicembre 2024).
Occorre seminare sempre speranza, anche quando è
difficile, anche quando costa, anche quando sembra
non portare frutto.
L’invito a praticare una comunicazione che sappia risanare
le ferite della nostra umanità.
Nel dare le notizie e, separatamente, commentarle il
Pontefice esorta i giornalisti nel “dialogo fiduciario” con i
lettori e fruitori dei vari media a “dare spazio alla fiducia del
cuore che, come un fiore esile ma resistente, non soccombe
alle intemperie della vita ma sboccia e cresce nei luoghi più
impensati: nella speranza delle madri che ogni giorno
pregano per rivedere i propri figli tornare dalle trincee di un
conflitto; nella speranza dei padri che migrano tra mille
rischi e peripezie in cerca di un futuro migliore; nella
speranza dei bambini che riescono a giocare, sorridere e
credere nella vita anche fra le macerie delle guerre e nelle
strade povere delle favelas.”
Essere testimoni e promotori di una comunicazione non
ostile, che diffonda una cultura della cura, costruisca
ponti e penetri nei muri visibili e invisibili del nostro
tempo.
Raccontare storie intrise di speranza, avendo a cuore il
nostro comune destino e scrivendo insieme la storia del
nostro futuro.
Inquadrando la comunicazione ancor più nella dimensione
giubilare, densa di “implicazioni sociali”, Francesco torna a
suggerire il ricorso alle “storie intrise di speranza”, quelle
“storie di bene” da “scoprire e raccontare” rintracciandole
“fra le pieghe della cronaca”. “È bello – conclude – trovare
questi semi di speranza e farli conoscere. Aiuta il mondo ad
essere un po’ meno sordo al grido degli ultimi, un po’ meno
indifferente, un po’ meno chiuso”.
Il Pontefice conclude il suo messaggio ai comunicatori con
un’esortazione e una benedizione: “Tutto ciò potete e
possiamo farlo con la grazia di Dio, che il Giubileo ci aiuta a
ricevere in abbondanza. Per questo prego e benedico
ciascuno di voi e il vostro lavoro”.
Porteremo l’entusiasmo del Messaggio sulla Comunicazione
nel lavoro quotidiano nelle nostre Città, nelle nostre Diocesi
e Parrocchie. A questo testamento spirituale offerto da
Papa Francesco al nuovo Pontefice Leone, ai giornalisti ed
ai comunicatori ispireremo il nostro lavoro, in particolare nel
nostro „Sosta e Ripresa“ .
(#) direttivo Unione Cattolica della Stampa Italiana Lazio
