GLI INGLESI SBARCANO A VITERBO

Mario “Metodio” Mancini

In realtà è stata una più una “toccata e fuga” (un “touch-down” per dirla all’inglese) dei nostri
amici inglesi, “Friends of the Blessed Dominic Barberi”, che abbiamo conosciuto nei nostri
pellegrinaggi al Santuario inglese dove sono onorate le spoglie mortali del nostro viterbese poste
in un sarcofago marmoreo al centro della Cripta. L’occasione si è presentata quando, partecipando
ad una Crociera nel Mediterraneo, si sono resi conto che la sosta della nave a Civitavecchia li
metteva a poca distanza dalla città natale del loro campione di Carità Cristiana. Il tempo
disponibile tra attracco e ripartenza era veramente poco (una manciata di ore) ma gli amici di
Viterbo del B Domenico si sono mobilitati per permettere alla controparte inglese di realizzare il
loro desiderio. Superando le difficoltà di comunicazione (wifi intermittente, email, WhatsApp,
cellulare) durante il naturale percorso della crociera, Sabato mattina, finalmente, Anita e Frank L.
hanno potuto abbracciare gli amici viterbesi all’ombra del forte Michelangiolesco. Le varie tappe
della visita sono poi state una collana di inaspettate novità. Nel fitto itinerario si sono succeduti, la
chiesetta di Castel d’Asso con la devozione del B. Domenico e di San J. H. Newman,

il passaggio per la Tagliata Etrusca del Signorino, il Casale Pace (alle falde della Palanzana) dove la Signora Iside
mantiene inalterati i locali dell’umile famiglia Barberi, il Casale Molajoni con la Cappellina dove
“Meco della Palanzana” ebbe la prima “locuzione” del suo futuro missionario, la “Macchina” di S.
Rosa ancora torreggiante di fronte alla Basilica omonima, il palazzo dei Papi con il quartiere
medievale San Pellegrino, l’Ospitale del Pellegrino che accoglie i pellegrini della Via Francigena che
seguono l’itinerario del Vescovo di Canterbury, la Chiesa del “Gonfalone” massima espressione del
Barocco in Viterbo. Naturalmente non è mancato il momento conviviale con il quale Anita e Frank


hanno potuto gustare “un po’ della cucina casalinga con una tavolata dove i più validi
rappresentanti dell’”Associazione” si sono appoggiati alla “canadese” di don Gianni.
La visita è stata breve, ma l’intesa porterà frutti duraturi con la prospettiva di nuove collaborazioni
e il ricordo reciproco nella preghiera.

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