I beni comuni a Viterbo – Parte seconda: L’elenco
Il 19/10/22 venne solennemente inaugurato alla presenza della Sindaca di Viterbo il patto di collaborazione
fra Amministrazione Comunale e cittadini attivi per la gestione ordinaria del bene comune “fontana di Piazza
Porsenna nel quartiere di S. Barbara”.
I cittadini avevano chiesto di individuare quella fontana come “bene comune” e avevano proposto il patto,
che, scaduto nel 23, nonostante reiterate richieste, non è stato ancora rinnovato.
Quei cittadini agivano conformemente a quanto stabilito dal Regolamento Comunale del ’17 sulla
collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la gestione condivisa dei beni comuni
(https://www.labsus.org/2018/06/viterbo-ha-approvato-il-proprio-regolamento-per-lamministrazione-condivisa/ ).
Su questi “beni comuni” – recita il Regolamento – “Comune e cittadini attivi concordano tutto ciò
che è necessario ai fini degli interventi di cura, gestione condivisa e rigenerazione” attraverso patti
stabiliti concordemente tra “Comune e cittadini attivi”.
Certo, per stabilire concordemente patti di collaborazione sui beni comuni, sarebbe utile avere un
elenco dei “beni comuni” a Viterbo, utile principalmente ai cittadini che intendono proporre patti di
collaborazione all’Amministrazione.
Per fortuna, il Regolamento intelligentemente prevede che la Giunta Comunale rediga un “elenco
dei beni comuni” e ne effettui la “periodica ricognizione” (art. 13 – Elenco dei beni comuni).
Siamo a posto? Purtroppo no: dall’approvazione del Regolamento, l’elenco non sembra sia stato
redatto.
A costo di annoiare, riporto il comma 1 dell’art. 13: “La Giunta Comunale può individuare
periodicamente i beni comuni in stato di parziale o totale disuso o deperimento che, per
l’ubicazione, caratteristiche strutturali e destinazione funzionale, si prestano ad interventi di cura,
gestione condivisa e rigenerazione da realizzarsi mediante patti di collaborazione”.
Non risulta che, ad oggi, la Giunta abbia individuato i beni comuni di cui parla l’art. 13 né che abbia
redatto l’elenco: se lo ha redatto, sicuramente non è a conoscenza dei cittadini.
Si badi bene, il citato art. 13 comma 1 parla di Giunta come istituzione non come composizione.
I viterbesi ricorderanno che dal 2017 si sono susseguite tre diverse composizioni della istituzione
Giunta, ma nessuna ha redatto l’elenco di cui sopra (https://it.wikipedia.org/wiki/Sindaci_di_Viterbo ).
Eppure, parecchi di quei Consiglieri Comunali che nel lontano ‘17 approvarono il regolamento
siedono ancora sui banchi del Consiglio Comunale ed uno di loro ricopre la carica di Sindaca.
Chi dubita di quanto testé affermato può leggere chi erano i presenti, il dibattito e le dichiarazioni di
voto nel verbale della seduta di Consiglio Comunale per l’approvazione del Regolamento.
Ora sembra che le cose vadano così: il Regolamento vive se si attivano Patti di Collaborazione, i
patti possono essere proposti e attivati se si sa quali sono i beni comuni, nessuno sa quali siano
questi beni comuni perché la Giunta non li elenca e/o non li rende pubblici, e siamo al cane che si
morde la coda.
Quindi, quanto intelligentemente e a parole prevede il Regolamento nei fatti è stato disatteso da
tutte e tre le Giunte che si sono succedute dal ‘17 ad oggi.
Sicché, non possiamo che essere d’accordo con l’attuale Sindaca quando parla di “regolamento
rimasto nel cassetto” (https://www.viterbotoday.it/attualita/adozione-fontana-santa-barbara-19-ottobre-2022.html ).
Per facilitare la proposta di patti di collaborazione da parte di cittadini e quindi attuarli (il che
significa tirare fuori dal cassetto il Regolamento, spolverarlo e farlo vivere) occorre cominciare,
dopo ben otto anni, a redigere quell’elenco e a pubblicarlo magari sul sito del Comune (come
peraltro indicato dal comma due del famigerato art. 13).
In questo modo tutti i cittadini saprebbero e quindi potrebbero decidere con cognizione quali fra i
“beni pubblici” elencati, secondo loro e secondo le loro capacità, meglio “si prestano ad interventi
di cura, gestione condivisa e rigenerazione da realizzarsi mediante patti di collaborazione”.
L’attale Sindaca, all’approvazione del Regolamento (allora era Consigliera Comunale), dichiarava:
annuncio il mio voto favorevole, sperando di ricevere tante proposte da parte delle Associazioni,
dei Comitati di Quartiere, che possano supportare l’Amministrazione comunale nella gestione dei
beni comuni.
Questa speranza diventerà più facilmente realtà se la Giunta redigerà e pubblicherà quell’elenco: i
cittadini si potranno attivare e arriveranno “tante proposte da parte delle Associazioni, dei Comitati
di Quartiere”.
Aspettiamo fiduciosi che esca l’elenco, almeno entro novembre ’25: sarebbe un bel modo di
festeggiare l’ottavo compleanno del Regolamento.
Raimondo Raimondi – Presidente della Consulta del Volontariato
nella foto: inaugurazione del patto di collaborazione per la fontana a S,Barbara – Viterbo
