Il 23 maggio la
Giornata della Legalità: nel nome
dell’educazione alla Legalità e dei giovani,
Palermo e l‘Italia ricordano i trentaquattro
anni del sacrificio di Giovanni Falcone e di
Paolo Borsellino.
Stefano Stefanini
Sono previste diverse manifestazioni a Palermo e in tutta Italia in ricordo
della strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui morirono il giudice Giovanni
Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani,
Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 34°
anniversario della strage di Capaci, pone in rilievo il significato più profondo
della Giornata della Legalità:
«L’attentato di Capaci fu un attacco che la mafia volle scientemente portare
alla democrazia italiana. Una strategia criminale, che dopo poche settimane
replicò il medesimo, disumano, orrore in via D’Amelio. Ferma fu la reazione
delle Istituzioni e del popolo italiano. Ne scaturì una mobilitazione delle
coscienze. La lezione di vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
divennero parte della migliore etica della Repubblica.
A trentaquattro anni da quel tragico 23 maggio è doveroso ricordare anzitutto
il sacrificio di chi venne barbaramente ucciso: Giovanni Falcone, Francesca
Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani. Insieme a loro
ricordiamo Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie
Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina. Testimoni di legalità, il cui nome
resta segnato con caratteri indelebili nella nostra storia.
I loro nomi sono affermazione di impegno per una vittoria definitiva sul cancro
mafioso e il pensiero commosso va ai loro familiari che ne custodiscono
memoria ed eredità morale.
Come sostenevano Falcone e Borsellino, la Repubblica ha dimostrato che la
mafia può essere sconfitta e che è destinata a finire. L’impegno nel
combatterla non viene mai meno. I tentativi di inquinamento della società
civile, le intimidazioni nei confronti degli operatori economici, sono sempre in
agguato.
La Giornata della legalità che si celebra vuole essere il segno di una
responsabilità comune. È necessario tenere alta la vigilanza. Gli
anticorpi istituzionali, la mobilitazione sociale per impedire che le
organizzazioni mafiose trovino sponde in aree grigie e compiacenti, non
possono essere indeboliti. L’eredità di Falcone e Borsellino è un
patrimonio vivo che appartiene all’intera comunità nazionale. Portare
avanti la loro opera vuol dire lavorare per una società migliore».
Per volontà della Fondazione Falcone, il 23 maggio si ricorderanno con
Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio
Montinaro insieme a Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina,
Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano, anche tutte le altre
vittime delle stragi del 1993.
Il museo della legalità
Per ricordare adeguatamente le stragi mafiose d’Italia del 1993, riporta
Palermotoday, che hanno drammaticamente colpito le comunità di
Firenze, Milano e Roma e che hanno avuto come bersaglio la grande
bellezza del patrimonio culturale della Nazione, la Fondazione Falcone
è impegnata nella progettazione e nella realizzazione del primo museo
del presente e della memoria del Paese, uno spazio nuovo dedicato a
Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino, a tutte le vittime di mafia.
Il museo è progettato e realizzato negli spazi storici di Palazzo Jung,
adiacente a piazza Magione e vicino all’Orto Botanico, nel cuore della Kalsa
e della vecchia Palermo, a pochi metri da dove sono nati Giovanni Falcone e
Paolo Borsellino. L’edifico di proprietà della Città Metropolitana è stato
conferito, per i prossimi anni, alla Fondazione intitolata al magistrato
assassinato a Capaci il 23 maggio del 1992 con la moglie Francesca Morvillo
e gli agenti di Polizia Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Il museo del presente è pensato come luogo di incontro tra i linguaggi del
contemporaneo, la cultura del lavoro e del design, la fotografia del Novecento
e più recente insieme all’arte contemporanea, nei suoi aspetti più urbani e di
ricerca sensibile per la difesa dell’ambiente. Infatti, non è un luogo di reliquie
e di celebrazione del passato, bensì un’officina dei linguaggi per interpretare
la lotta alle mafie come una delle maggiori espressioni della cultura popolare
della democrazia italiana.
La mafia teme la cultura, la bellezza, l’arte quali strumenti sociali di
autonomia della comunità e come rivelano le aggressioni esplosive e le
stragi di trent'anni fa e i più recenti furti di capolavori.
Così è attraverso la confluenza dei saperi e delle diverse espressioni
artistiche che la Fondazione Falcone intende elaborare nuove azioni di
promozione della memoria civile, soprattutto verso i giovani e le nuove
generazioni.
Il museo aprirà in autunno la sede di Palermo con una speciale mostra
temporanea sulla luce che vince l’ombra, dove gli spazi del percorso
permanente accoglieranno i visitatori, attraverso una speciale architettura
olfattiva, immagini e oggetti storici potenziati nel nuovo contesto di uno
speciale teatro museale dialogheranno con le opere del passato, a
simboleggiare una continuità inarrestabile di impegno civile, poi seguiranno
nel 2024 gli spazi di Roma e Bolzano.
Intanto, grazie alle imprese leader del design e del garden più forti in Italia il
23 maggio, nell’anniversario della strage di Capaci, aprirà il parco Jung, il
giardino delle confluenze, dove si potrà assistere a una speciale
programmazione culturale dedicata ai linguaggi contemporanei e alla musica
popolare.
ANSA.IT. Giovanni Falcone, 34 anni fa la strage di Capaci
Nel pomeriggio di domani 23 maggio alle 17.58, l'ora della strage di
Capaci, all'Albero Falcone, in via Notarbartolo, davanti all'edificio dove
abitava il magistrato assassinato a Capaci, saranno commemorate le
vittime della strage,
E poco dopo, alle 19, nella chiesa di San Domenico, dov'è sepolto il
magistrato, sarà celebrata una Santa messa. Iniziative sono previste anche in
altre città siciliane e in tutta Italia.
I giovani protagonisti della manifestazione promossa dal Ministero
dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone, il 23 maggio, per
commemorare le vittime delle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio,
oltre alla “Settimana della Legalità” che ogni scuola italiana onora con
attività di conoscenza e studio dell’illegalità, ella sua massima
espressione di stampo mafioso.
Il 23 maggio non è un giorno come gli altri. In tutta Italia, parecchie sono le
iniziative a ricordo di una delle pagine più buie della storia del nostro Paese e
anche per la scuola (principalmente, per la scuola) si tratta di una giornata
assolutamente speciale.
La manifestazione annuale di commemorazione delle stragi mafiose del
’92. La manifestazione di commemorazione delle stragi mafiose del ’92
è nata nel 2002 con l’obiettivo di incoraggiare nelle scuole attività
didattiche mirate alla cultura del rispetto e della legalità e per una
cittadinanza attiva e responsabile.
