IL BEATO DOMENICO BARBERI: TESSITORE D’EUROPA
Domenico Barberi è poco noto a Viterbo. Per amici e parenti, nei suoi anni giovanili era noto
come: “Meco della Palanzana”, tipico soprannome di bifolchi e sempliciotti. Nella congregazione
dei Padri passionisti il suo nome in religione è stato: “Padre Domenico della Madre di Dio”, nome
tipicamente profetico per il suo apostolato religioso. Ma non si tratta più di un pastorello
semianalfabeta: Padre Domenico, con appassionato studio e applicazione è diventato, nella prima
metà del 1800 filosofo e teologo punto di riferimento della Congregazione Passionista nello Stato
della Chiesa, predicatore delle anime, mistico, ma soprattutto convinto strumento della Madonna
di riportare al cattolicesimo quelli da lui denominati “fratelli separati”. La sua profezia si avvera
quando, nel 1840 riceve “l’obbedienza” di partire, a capo della prima Missione Passionista per
l’Inghilterra. Malaticcio, quasi stremato, si fa issare sul somarello per raggiugere, materialmente e
spiritualmente, la mèta della sua vocazione: l’Inghilterra. Per i successivi 10 anni, finiti con un
infarto sul treno di Londra, la sua attività rassomiglia ad un flipper impazzito. In Belgio, sulla
sponda europea della Manica fonda un primo ritiro Passionista. Uno dei suo primi novizi sarà un
olandese, che diventerà Santo nella missione Passionista di Dublino: San Charles di Mount Argus,
canonizzato nel 2007. In Francia ebbe dal Vescovo di Lilla le patenti per il suo Ministero e dalla
lettura di un articolo comparso sul giornale “Univers” di Parigi, iniziò una corrispondenza in Latino
con i Professori di Oxford. Il territorio che però ha battuto palmo a palmo è stato le Western
Midlands inglesi: da Londra fino a Birmingham, Liverpool, Manchester dove 4 parrocchie cattoliche
sono a lui intitolate, compreso il Santuario eretto per la venerazione della sua salma. Domenico
della Madre di Dio si è trovato veramente al centro della sua chiamata in Inghilterra, una nazione
che ha scelto come sua protettrice la Madonna, venerata sotto il nome di “Nostra Signora di
Walsingham”, anche dalla Chiesa Anglicana.
Dalla Palanzana a Belcolle/Merlano al Convento di Sant’Angelo il nostro “Meco” ha mosso i suoi
primi passi e non venire più a Viterbo, ma, in un certo senso Viterbo lo ha seguito. Nei momenti
dolorosi della sua sofferenza il confratello Passionista Luigi Pesciaroli di Canepina lo ha assistito
fino all’ultimo del suo infarto fatale.
Mario “Metodio” Mancini
