IL BOLERO DI ROCCO E CARMELO
Cammina lento sulla strada consumata
portando in braccio un cucciolo
col nome del giorno del santo,
nascosto tra il grigio dei mucchi di pietre
divelte del marciapiede,
dove c’è un mondo di fede e speranza.
È una coperta azzurra la loro casa,
un regalo del prete cogli occhiali di moda
e da una suora troppo ossequiosa.
Dorme abbracciato,
con qualche pulce in più,
al suo grande tesoro
adesso cresciuto,
è un figlio per lui.
Unico pensiero ogni giorno
trovare qualcosa da mangiare:
la mensa dei poveri non è per i cani.
Puzzano di solitudine,
le serate passate sul muretto della balera
sotto le stelle in preghiera,
ascoltando il suono fraterno dei Caraibi, canticchiando un vecchio bolero…
Cade una foglia dal vecchio glicine viola
trascinata dal vento in silenzio,
che evoca i polverosi ricordi
con spiagge costellate di sole, musica nell’aria e reti da pesca,
un languido lamento della tromba squarcia la quiete,
agognando la luce di una vecchia passione.
Rocco si stringe a Carmelo
con l’affetto della luna amica di tante notti,
assopito culla il suo sogno.
Alessandro Calanca
Dal sogno 5/7/2026 ore 4,30
