Nei giorni  1 e 2 agosto, “ricordiamo” per
riscoprire il significato del “Perdono di Assisi”
nell’Anno Giubilare della Speranza, otto
secoli di misericordia, spiritualità, storia e
arte.

Stefano Stefanini

“Io vi voglio mandare tutti in Paradiso”. Era il 2 agosto 1216 quando
san Francesco esclamò questa frase che ancora oggi, nella
solennità del Perdono di Assisi, sembra riecheggiare nella chiesetta
della Porziuncola “custodita” all’interno della Basilica di Santa Maria
degli Angeli, indulgenza che san Francesco ottenne da papa
Onorio III.
Questa privilegiata occasione annuale di riconoscimento e
remissione dei peccati cade ogni 2 agosto.
Il Perdono di Assisi e’ un’indulgenza plenaria che può essere
ottenuta in tutte le chiese parrocchiali e francescane dal
mezzogiorno del 1o agosto alla mezzanotte del 2 agosto e tutti i
giorni dell’anno visitando la Chiesa della Porziuncola di Assisi dove
morì San Francesco.
Il Poverello ottenne l’indulgenza da Papa Onorio III il 2 agosto 1216
dopo aver avuto un’apparizione presso la chiesetta

La presenza di San Francesco nelle nostre cittadine della Tuscia , il
passaggio ad Orte nel tragitto da Assisi a Roma.
Orte, come tante città della Valle del Tevere, racchiude le memorie
dei “passaggi” di San Francesco come dei Papi in visita ad Assisi o

legati ad eventi importanti per la vita religiosa e civile, come più
recentemente, Papa Francesco il 3 ottobre del 2020, san Giovanni
XXIII pellegrino ad Assisi e Loreto, in treno, il 4 ottobre 1965 poco
prima dell’apertura del Concilio Vaticano II, san Giovanni Paolo II il
17 settembre 1989, in elicottero, per la benedizione della Virgo
Prudentissima, sullo svincolo di Orte dell’Autostrada e nei suoi vari
viaggi ad Assisi, in particolare per le Celebrazioni tra le religioni
per la Pace nel Mondo il 27 ottobre 1986, e più recentemente papa
Benedetto XVI il 27 ottobre 2011, in treno, sempre per il dialogo
interreligioso per la Pace nel Mondo.

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