Nostra intervista a don Gianni Carparelli: dall’ascolto delle
fragilità e delle rivendicazioni dei giovani per fondare una
nuova società sui valori positivi dello sviluppo integrale
della persona: affetti, solidarietà, stabilità socio economica,
cura del bene comune. Le anticipazioni del prossimo
incontro con don Luigi Ciotti di Libera, programmato a Viterbo.

Stefano Stefanini

Nella trasmissione Fatti e Commenti in onda a partire da sabato sera sugli
schermi dell’emittente del Centro Italia Teleorte (canale 77 digitale Terrestre)
e visibile su www.teleorte.it ho avuto come gradito ospite don Gianni
Carparelli, con il quale abbiamo approfondito il tema attuale dell’ascolto delle
fragilità dei disagi e delle rivendicazioni dei giovani, con il fine di creare le
condizioni per una società del futuro, fondata sui valori positivi dello sviluppo
integrale della persona: affetti, solidarietà, stabilità socio economica, cura
del bene comune.
Ne e’ scaturita un’intervista di sincero realismo e di concreta proposta di
dialogo con le nuove generazioni, a cui devono mirare tutti gli enti educativi,
Chiesa, Scuola, mondo dello sport e del Volontariato, di supporto alle famiglie
ed ai singoli giovani.
Su nostra sollecitazione, Don Gianni e’ partito da quello che si dice “crisi del
sacro” e il nichilismo per deliberare il desiderio di riscoperta che ha due
direzioni: ritorno a un concetto ritualistico ed estetico a sentire il sacro fuori del
tempio ma nel vero tempio che è la storia, che sono i rapporti con i nostri
giovani.
Per don Gianni occorre “sacralizzare” la vita e la storia delle persone. In
questo concetto occorre elaborare una nuova forma di fede, meno
cerimoniale e più “esistenziale”, legata alla vita delle persone, sia nelle Varie
sfaccettature della vita sociale che all’interno della Chiesa.
In questo contesto di attenzione e valorizzazione “integrale” dei giovani nelle
dimensioni esistenziali, morali, spirituale e di rapporto interpersonale, don
Gianni ha anticipato che pubblicherà a fine anno un testo sulla proposta del
Cammino nascosto nella liturgia , ed alla quale si sta dedicando da 6 anni.

Successivamente nel 2027 Il sacerdote pubblicherà la storia autobiografica
del suo cammino umano e spirituale, attraverso le sue molteplici esperienze
di “incontri nel mondo”
Don Gianni ha poi anticipato la programmazione di un incontro a Viterbo
con don Luigi Ciotti inspiratore e fondatore dell’Associazione “Libera”
impregnata per la Legalità, per la lotta alla criminalità e l’impegno dei giovani
nella società.
L’impegno ecclesiale e sociale di don Gianni Carparelli.
Nella sua formazione e nel suo ministero sacerdotale e’ stato essenziale il
rapporto sempre vivo con mons. Dante Bernini, punto di riferimento di
generazioni di presbiteri e laici, con un impegno concreto per un “umanesimo
integrale” arricchito dall’impegno per la pace, i giovani, lo sviluppo integrale
dell’umanità, l’ambiente e la cultura.
Il sacerdote è stimato e accreditato presso le tante espressioni sociali e del
volontariato della città di Viterbo e della Tuscia, frequentemente scrive per
pubblicazioni, giornali di ispirazione religiosa e laici, con uno stile
personalissimo di rara efficacia e realismo, frutto della sua estesa cultura ed
esperienza umana e spirituale, sempre vicino a chi ha bisogno di sostegno
morale, materiale e spirituale.
Don Gianni ha esercitato il suo Servizio sacerdotale in tanti Paesi del mondo:
Corea del sud, India, Gran Bretagna, Equador, Trinità e Tobago, Germania,
sperando di non aver tralasciato altre sue destinazioni, dove ha seguito
particolarmente gli immigrati italiani.
In particolare, ha trascorso moltissimi anni in Canada, a Toronto, dove ha
esercitato il suo “ministero qualificato”, creando una struttura tutt’ora esistente
di accoglienza e aiuto in favore tossicodipendenti, prostitute e senzatetto.
Ha conosciuto Madre Teresa di Calcutta, che ha frequentato quando era in
India e che è andata poi a trovarlo in Brasile.
Ha scritto molti testi di spiritualità, cultura, arte sacra e profana e ha condiviso
esperienze pastorali, culturali e umane, come un autorevole quanto umile
operaio nella Vigna del Signore, oltre che un attento osservatore e animatore
della vita sociale della nostra comunità civile.

La sintesi del servizio di Don Gianni alla comunità religiosa e civile è
contenuto nella conclusione del suo testo del 2025 “Il Giardino e Il
Giardiniere” che riassume la sua profonda e sincera dimensione sacerdotale:
“… Tutto questo e’ straordinario perchè non siamo noi a cercare Dio, ad offrire
a Lui qualcosa per accattivarcelo e portalo dalla nostra parte… ma e’ Dio che
cerca noi! Il Padre desidera un rapporto personale con ogni uomo e ogni
donna.
Non e’ un Dio distante, ma vicino, che desidera estere amato con cuore
sincero, e per far questo alcune volte, essendo persone corporee, abbiamo
bisogno di sussidi e strumenti, quali le formule di preghiere, i riti, le
funzioni…ma questi sono solo “strumenti”, Non sono l’essenza della nostra
Fede. L’essenza della nostra Fede e’ la “sequela” di una Persona viva e
presente in mezzo a noi: il Risorto.”

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