XXX DOMENICA T. O. A. 25 Ottobre 2026
Èsodo 22,20-26; Salmo 17 (18); 1Tessalonicési 1,5c-10; Matteo 22,34-40
Cristiani sul territorio. 1
- Ogni persona ha la sua origine in Dio Creatore e possiede in sé l’immagine somigliante del Creatore. Per riuscire a vivere l’ideale ha una Legge scritta nel cuore: «Non molesterai né opprimerai; Non maltratterai; non ti comporterai da usuraio; renderai prima del tramonto del sole ciò che hai ricevuto».
Gli «ipocriti» vogliono ingannare Gesù: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
E Gesù: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente»; «Amerai il tuo prossimo: egli è come te».
L’immagine, donata dal Creatore, ha bisogno di essere resa vivente in un mondo ostile: ecco l’origine della Legge impressa nei cuori. Per mancanza di verità, per declamare la Legge e non osservarla, gli «ipocriti» sono condannati: per essere buoni cristiani bisogna essere prima buone persone.
- Ogni cristiano ha origine in Gesù Cristo e possiede la sua immagine somigliante. Il cristiano contiene e sorpassa la Legge; non è fuori della Legge. Si pone alla sequela di Gesù Cristo che, nel suo unico “mandamento” o “co – mandamento”, dona una missione, non un obbligo: “Ama come io amo”.
I cristiani «seguono l’esempio degli Apostoli e quello del Signore, avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo».
- Il cristiano è immerso in un territorio, ma non gli appartiene; lo trasforma, anzi: lo vive e lo fa vivere; gli conferisce la forma di comunità educante. Abita dentro il mondo, ma, emozionato e colmo di entusiasmo, narra Gesù Cristo.
«Per mezzo del cristiano la parola del Signore risuona e si diffonde la fede in Dio».
Tu, cristiano «prega ed ascolta il Santo Spirito per conoscere quale parola del Vangelo è importante per il territorio. Non proporzionare l’annuncio del Vangelo alla relatività del tempo e delle culture; proporziona culture e tempi alla Parola del Vangelo».
I primi credenti «Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere».
L’Apostolo così invita alla preghiera: «Così pregate: Padre nostro che sei nel cielo, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi il nostro debito, come anche noi lo rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci nella tentazione, ma liberaci dal male; perché tua è la potenza e la gloria nei secoli».
«Fratelli, nel giorno del Signore, riuniti, spezziamo il pane e rendiamo grazie dopo aver confessato i nostri peccati, affinché il nostro sacrificio sia puro».
«Come cristiani ascoltiamo, annunciamo, viviamo ciò che annunciamo. Educhiamo così alla fede nel nostro Dio: Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai». «Non darai ordini nei momenti di collera, ma non ritirerai la tua mano di sopra al tuo figlio o alla tua figlia, e, sin dalla tenera età, insegnerai il timor di Dio».
«A chiunque ti chiede, da’ senza pretendere la restituzione, perché il Padre vuole che tutti siano fatti partecipi dei suoi doni. Beato colui che dà secondo il comandamento, perché è irreprensibile. Odierai ogni ipocrisia e tutto ciò che dispiace al Signore. Sii «cuore libero e pacificato. Fa sempre quello che piace al Padre».
don Lamberto di Francesco
