La Conferenza COP30 “ AMBIENTE E SALUTE DEI CITTADINI”

LE NOSTRE INTERVISTE AD ANTONELLA LITTA DI MEDICI PER L’AMBIENTE.

Stefano Stefanini

La principale conferenza ambientale del 2025 è la COP30, la trentesima
conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si
tiene da oggi 10 novembre a Belém, in Brasile, sino al 21 novembre .
Oltre alla COP30, si sono tenute o si terranno altre importanti conferenze,
come la Conferenza ONU sugli oceani a Nizza (9-13 giugno), la Conferenza
mondiale sulla tassazione ambientale (GCET26) a Porto Alegre (24-26
settembre) e la Conferenza Spettacoli Sostenibili a Roma (21 ottobre 2025).
La Conferenza COP30 delle Parti (COP) si focalizzerà sull’attuazione degli
obiettivi climatici, la mitigazione e l’adattamento, e il finanziamento per i
cambiamenti climatici.
L’Italia partecipa alla 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle
Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Belém, Brasile, 10-21 November
2025)

La Conferenza delle Parti (COP) è il più grande evento globale per le
discussioni e i negoziati sui cambiamenti climatici.
Nel 2025, il Brasile ospita la 30a Conferenza delle Parti (COP30), in
programma a Belém, nel Parà, dal 10 al 21 novembre. La città scelta, nel
cuore dell’Amazzonia, fornirà al mondo un’occasione unica per discutere di
soluzioni climatiche, rafforzare il multilateralismo e promuovere il consenso
sugli obiettivi globali per ridurre le emissioni di gas serra.
L’Italia sta agendo, nel solco dell’accordo di Parigi, sostenendo soluzioni
intersettoriali e costruendo partenariati resilienti, con l’obiettivo di fornire un
contributo alla gestione dei rischi sempre maggiori connessi ai cambiamenti
climatici. Attualmente, ci sono 198 Parti (197 Paesi più l’Unione Europea)
facenti parte della Convenzione.

“I cambiamenti climatici, l’ambiente e la salute dei cittadini” questo il tema
Più volte trattato nelle interviste televisive condotte da chi scrive, sugli
schermi di Teleorte con la dott.ssa Antonella Litta, referente di Medici per
l’Ambiente ISDE Italia .

La dott.ssa Antonella Litta ha ribadito con forza la necessità per i responsabili
politici ad ogni livello, i cittadini e i medici di focalizzare l’attenzione sulla
questione ambientale e la salute dei cittadini. Un problema che va affrontato
con una buona comunicazione, il più possibile efficace e volta a preservare la
salute dell’individuo.

La salute ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici secondo la dottoressa
Antonella Litta, vanno di pari passo con la salute ed il benessere
dell’individuo, citando l’articolo 32 della Costituzione.
Abbiamo approfondito con l’esperta di salute e ambiente argomenti di stretta
attualità’ come i rimedi all’incremento delle patologie tumorali, il
ridimensionamento graduale dell’aspettativa di vita sana per la popolazione
anche a causa delle condizioni ambientali, i provvedimenti regionali sulla
politica sanitaria e la riorganizzazione della medicina del territorio, di
prossimità nella regione Lazio.
Antonella Litta non ha escluso, per prevenire un deterioramento della salute
pubblica, l’adozione con coraggio e determinazione a da parte degli
amministratori comunali e regionali di misure per la riduzione
dell’inquinamento, il potenziamento del servizio di trasporto pubblico non
alimentato da carburanti di origine fossile, le comunità energetiche (che si
stanno diffondendo anche nelle cittadine della Tuscia) e un cambiamento
degli stili di vita dei cittadini, con il mondo della politica più sensibile ad ogni
livello di governo alla conversione più verde delle economie e dei consumi.
Un territorio, quello della Tuscia, che deve ricevere risposte concrete come la
riduzione dell’inquinamento atmosferico e idrico, il ridimensionamento delle
colture e degli allevamenti intensivi e moltissimi altri fattori inquinanti.
Tra le altre problematiche, abbiamo approfondito la vicenda del lago di Vico
per cui L’Associazione medici per l’ambiente – ISDE di Viterbo ha scritto alle
competenti Istituzioni per conoscere gli interventi realizzati e/o avviati a

seguito della Determina regionale del 4 luglio 2024 n. G08986 concernente il
contrasto al degrado delle acque del lago di Vico e l’erogazione di acqua
potabile ai residenti di Caprarola, Ronciglione e di altri comuni viterbesi.
La dottoressa Antonella Litta, referente nazionale di ISDE per la tematica

acque ha ribadito il ruolo e l’impegno, ormai quasi ventennale, di ISDE-
Viterbo nel contrasto al degrado dell’ecosistema del lago di Vico e per la

tutela della salute dei residenti nei due comuni circumlacuali di Ronciglione e
Caprarola.
Nel suo intervento la dottoressa Litta ha ricapitolato i punti salienti e le cause
della compromissione delle acque del lago (Sito d’importanza comunitaria-Sic
n. IT6010024 e Zona di protezione speciale-Zps n. IT6010057 inserito
all’interno della Riserva Naturale regionale lago di Vico).
In particolare la referente ISDE si è soffermata sul contenuto delle due
sentenze del Consiglio di Stato (Sentenza N. 08897/2023REG.PROV.COLL.
N. 03870/2023 REG.RIC. 12 ottobre 2023 e sentenza REG. Prov. Coll.
03871/2023, 30 aprile 2024) che hanno riconosciuto lo stato di degrado
dell’ecosistema obbligando definitivamente la Regione Lazio ad attivarsi per
garantire la tutela della risorsa idrica lacustre e di conseguenza anche la
salute delle popolazioni dei comuni di Ronciglione e Caprarola, che da questo
lago captano la maggior parte delle acque distribuite negli acquedotti
comunali.
Si e’ parlato anche del fenomeno dell’ ecoansia, diffuso spesso tra i giovani
più sensibili ai rischi a cui va incontro la popolazione mondiale nel prossimo
futuro, oltre a un corretto uso dei telefonini, specie da parte dei più giovani e
ad una corretta educazione alimentare che riesce a previene molte malattie.
Un accenno su nostra sollecitazione e risposta di Antonella Litta e’ andato ai
contenuti della Esortazione Apostolica “Laudate Deum” di Papa Francesco,
più volte ripresa da Papa Leone e dal presidente della Repubblica, Sergio
Mattarella.

“Ciò che conta è ricordare che «non ci sono cambiamenti duraturi senza
cambiamenti culturali, senza una maturazione del modo di vivere e delle
convinzioni sociali, e non ci sono cambiamenti culturali senza
cambiamenti nelle persone» Essenziale l’invito alle famiglie: «Gli sforzi
delle famiglie per inquinare meno, ridurre gli sprechi, consumare in
modo oculato, stanno creando una nuova cultura. Il semplice fatto di
cambiare le abitudini personali, familiari e comunitarie» contribuisce «a
realizzare grandi processi di trasformazione che operano dal profondo della

società, un cambiamento diffuso dello stile di vita irresponsabile legato
al modello occidentale avrebbe un impatto significativo a lungo termine.
Così, con le indispensabili decisioni politiche, saremmo sulla strada
della cura reciproca».

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