Il 10 febbraio „La Giornata del Ricordo“
per non dimenticare le
Foibe e l’esodo istriano: Solidarietà‘,
concordia, cooperazione e dialogo come
antidoti ai conflitti razziali, bellici ed
economici.
Stefano Stefanini
Domani martedì 10 febbraio, come ormai di tradizione dal 2004, viene
celebrata nei nostri comuni “La Giornata del Ricordo” delle vittime
delle foibe e dell’esodo dalmata giuliano.
ll Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parteciperà domani, 10
febbraio, alla cerimonia celebrativa del Giorno del Ricordo che inizierà alle
10.00, nell’Aula di Montecitorio.
Presente anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
La cerimonia sarà aperta dagli indirizzi di saluto del Presidente della Camera
dei deputati, Lorenzo Fontana e del Presidente del Senato, Ignazio La Russa,
cui seguiranno gli interventi e le testimonianze di Toni Concina, Presidente
onorario dell’Associazione Dalmati, Gianni Oliva, storico, e Abdon Pamich,
campione olimpico italiano.
Come anticipato da Aise Agenzia Internazionale Stampa Estero, nel corso
dell’evento sarà proiettato un estratto del documentario “Il Marciatore”, tratto
dal libro autobiografico di Pamich e sarà letto un passaggio del libro
“Francesco Bonifacio. Vita e martirio di un uomo di Dio”, di Mario Ravalico, da
parte di Silvia Siravo, attrice del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia,
diretto da Paolo Valerio.
A seguire il contributo del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari
Esteri, Antonio Tajani.
La cerimonia si aprirà con l’inno italiano e si concluderà con l’inno europeo –
eseguiti, insieme alla sinfonia di Vivaldi Al Santo Sepolcro dal
Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste – e sarà trasmessa in diretta su
Rai1, a cura di Rai Parlamento, sulla webtv e sul canale satellitare della
Camera. In programma inoltre la premiazione delle scuole vincitrici del
Concorso nazionale “Il Giorno del Ricordo”, indetto dal Ministero
dell’Istruzione, da parte del Presidente della Camera, del Presidente del
Senato e del Ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara.
La città di Viterbo ha celebrato il Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e
dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine con l’evento
commemorativo, organizzato dal Comitato 10 Febbraio, con il patrocinio del
Comune di Viterbo e della Provincia di Viterbo, tenutosi domenica 8 febbraio,
a partire dalle ore 10,30, con la partenza del corteo da piazza Verdi e l’arrivo
alle ore 11:15 in piazza Martiri delle Foibe istriane per la cerimonia davanti al
cippo dedicato al viterbese Carlo Celestini, sacrificato nelle foibe.
Il presidente Mattarella: «Il ricordo, anche il più doloroso, anche quello
che trae origine dal male, può diventare seme di pace e di crescita
civile».
Il presidente Mattarella, le istituzioni centrali e territoriali, i nostri Comuni
commemorano il 10 febbraio, la giornata del ricordo, per rinnovare la
memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei
dalmati italiani costretti a fuggire dalle loro terre durante la Seconda guerra
mondiale e nell’immediato dopoguerra.
La ricorrenza del 10 febbraio, il Giorno del Ricordo delle Foibe istriane, segue
la celebrazione della Giornata della Memoria dell’Olocausto del 27 gennaio
scorso.
Per ricordare i 20mila martiri delle foibe, vittime del genocidio messo in
atto dai partigiani di Tito, dal 2004 è stato istituito il Giorno del Ricordo
delle Foibe, il 10 febbraio di ogni anno viene commemorato il “Giorno del
Ricordo”, istituito con Legge 30 marzo 2004, n.92 per onorare le vittime delle
foibe, l’esodo giuliano-dalmata e le vicende del confine orientale.
Dal 2001 in Italia “Ricordiamo perché l’orrore non possa ripetersi”
Oggi opportunamente le Istituzioni ed in particolare il mondo della scuola
dedicano a questo evento alcune manifestazioni che intendono coinvolgere
giovani e meno giovani.
In tutte le nostre città e‘ opportuno dedicare momenti semplici e significativi
sulla conoscenza e l’approfondimento storico diretto come deterrente ad una
nuova ondata di odio.
Un nostro commento. Dalle commemorazioni che ormai da anni si stanno
opportunamente svolgendo, assistiamo ad una riscoperta di memoria storica
e di ricordo di eventi luttuosi di massa e di crimini contro l’umanità come il
Giorno del Ricordo delle Foibe del 10 febbraio e come l’Olocausto del
popolo ebraico che viene commemorato ogni 27 gennaio.
Queste due date ci auguriamo possano finalmente unire le diverse
anime ideali e politiche, per far sentire i Cittadini italiani e le nazioni
coinvolte negli incommensurabili orrori etnici, davvero uniti sotto
un’unica Bandiera, pur nelle diverse espressioni ideali e sottolineo
ideali e non di “portatori di interessi di parte”.
Per ricordare i 20mila martiri delle foibe, vittime del genocidio messo in atto
dai partigiani di Tito, dal 2004 è stato istituito in Italia il Giorno del Ricordo
delle Foibe.
Ripercorrere le varie “Storie di Guerra per la Pace” un modo per
rappacificare ed unire tutti gli Italiani e i popoli ieri nemici e oggi alleati
per una Pace presupposto di Prosperità e Sviluppo collaborativo.
Al ricordo di Rodolfo Busich – e di tante donne e tanti uomini che i
nostri comuni hanno accolto, come la comunità di Orte ha accolto
Rodolfo, come laborioso ferroviere e testimone centenario del dramma
istriano e della rinascita democratica – intendo dedicare questo scritto,
a testimonianza che la solidarietà e la concorde laboriosità vincono sul
male assoluto.
Ripercorrere – lo sottolineiamo tutti insieme, le forze politiche di varia
tendenza, i Cittadini e il Popolo italiano nel suo insieme e in modo speciale i
giovani alunni dei nostri Istituti Scolastici – le varie “Storie di Guerra per la
Pace”, dove gli ex combattenti e gli ormai pochi sopravvissuti agli eccidi di
massa hanno modo di raccontare le loro storie di guerra e di violenza vissuta,
per fare in modo che tutto questo non debba più accadere, pur con le
barbarie legate a guerre e fatti cruenti a cui stiamo assistendo in questi anni.
Purtroppo nel mondo, e spesso nelle nostre città a pochi passi da noi, si
registrano ancora oggi atti di razzismo o di intolleranza verso qualche
individuo, su persone che mostrano soltanto diversità culturali, ideali,
religiose, razziali, secondo la definizione che appare nella Costituzione
Repubblicana Italiana o addirittura fisiche.
Tutti, ospitati e ospitanti, devono concorrere ad un “reciproco rispetto”
nella legalità, nel lavoro, in condizioni umane e non nel degrado.
Per questo sono lodevoli e vanno incrementate le iniziative che coinvolgono
cittadini studenti e insegnanti di tutte le scuole d’Italia per riconsiderare un
messaggio importante che tutti i cittadini dovranno accogliere: il richiamo
alla vita e al percorso delle vittime innocenti di Genocidi perpetrati nel nome
delle “ideologie razziste” deve essere adeguatamente considerato e ricordato
in quanto rappresenta l’occasione privilegiata per fa sentire i nostri ragazzi
“cittadini giusti” contro ogni forma di discriminazione, nel rispetto reciproco tra
individui e dei diritti e doveri sanciti dalla Costituzione Repubblicana.
Dagli archivi giornalistici abbiamo riscontrato che il 6 novembre 1997
quando a Viterbo si parlò per la prima volta delle Foibe, con un
convegno organizzato dal” Circolo Reale della Tuscia” con il patrocinio
del Comune d Viterbo.
“Si parlò di Foibe non più come delle cavità carsiche, ma di Foibe come le
tombe di tanti Italiani in cui le orde titine comuniste gettarono i nostri
Connazionali colpevoli solamente di essere Italiani.”
Il dramma continuò con lo spostamento degli esuli Italiani nel suolo italiano
che, dopo aver abbandonato con molte peripezie le terre italiane della ex
Jugoslavia, si videro sbeffeggiati e internati da un governo accondiscendente
verso i cosiddetti alleati comunisti.
Sono passati da quel convegno ventisette anni e la Città di Viterbo, come
altri comuni della Tuscia, ha sempre tenuto vivo il ricordo di quei tragici
avvenimenti con cerimonie, convegni, mostre e a Viterbo l’intitolazione di una
piazza con un cippo commemorativo dedicato a Carlo Celestini.
Dal 2004 lo Stato Italiano ha finalmente riconosciuto l’immane tragedia delle
Foibe, istituendo la Giornata del 10 febbraio quale “giorno del ricordo” in
onore di tutte le vittime delle Foibe.
Concludiamo con una proposta: ogni comune della Tuscia celebri sia il
Giorno del Ricordo delle Foibe del 10 febbraio, come l’Olocausto del
popolo ebraico che viene commemorato ogni 27 gennaio. Gia‘ diversi
comuni già celebrano queste ricorrenze con la partecipazione
essenziale degli alunni degli Istituti scolastici cittadini.
In particolare proponiamo di preparare adeguatamente le ricorrenze del 25
aprile, del 2 giugno e del 4 novembre come Giornate di celebrazione, di
apprendimento e di riflessione collettiva di radici storiche su cui costruire il
presente ed il futuro, che guardino, in particolare in questo tempo
caratterizzato da tanti conflitti, ad una Prospettiva di Pace, di Dialogo di
Collaborazione socio economica tra i Popoli, evitando gli errori del passato.
