LA LUCE DELLA PACE DI BETLEMME 2025
Anche quest’anno, per il Natale 2025, si è rinnovato l’evento di diffondere la fiamma attinta alla
lampada della grotta della Basilica della Natività a Bethlehem. Lo stesso Gesù nato in quella grotta,
inizierà la sua predicazione messianica proclamando dal Monte delle Beatitudini: “Beati gli
operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio” * (Mt. 5,9). Alla fine del 2025 sempre più
pressante si sente il bisogno di operatori di pace, perché la guerra è oramai mondiale, anche se
alcuni paesi del così detto mondo del benessere ne avvertono solo l’eco, sempre più minaccioso.
Come tradizione consolidata è il movimento degli scout che si incarica di distribuire, nei vari
continenti, mediante delle staffette, la luce accesa alla lampada che brilla perenne, luce di
speranza, nella grotta di Bethlehem. Sabato 13 dicembre è arrivata anche a Viterbo dove, nella
Chiesa di San Leonardo Murialdo, è stata attinta da varie parrocchie per la distribuzione nelle varie
famiglie. La fiamma brillerà per tutte le festività natalizie segno ardente del “Principe della Pace”
(Is. 9:6) anche nella Chiesetta di Castel d’Asso intitolata a Maria Mater Amabikis dove si venera il
Beato Domenico della Madre di Dio (Barberi). Questo segno è anche a disposizione di ogni fedele
per accendere la propria fiammella e portarla in casa, almeno fino all’Epifania, memoria di un
impegno, nel suo piccolo, di Pace con sé e con il prossimo.
La cerimonia della consegna, cui ha partecipato, in rappresentanza della sindaca e delle Autorità il
consigliere comunale Paolo Moricoli, è stata una vera festa di giovani (e diversamente giovani) dei
vari rami dello scoutismo, con chitarre e cori. Particolarmente sentito il momento religioso
coronato dal canto: “Shalom, … “ ed arricchito dallo spettacolino di sei candele sull’altare a
rappresentare: Pace, Fede, amore, Solidarietà, Amicizia, Libertà. Una voce narrante commentava
questi sei temi prima in maniera critica, poi in chiave positiva. A secondo del caso un bambino si
alzava a spegnere od ad accendere la rispettiva candela.
* Scriveva la Signorina Alfieri: “Saranno chiamati figli di Dio” perché somiglianti a colui che,
venendo, ha ricomposto nel suo Sangue la pace dell’uomo con il suo Dio: ed ha riaperto il cuore
dell’uomo al canto della pace e della gioia”.
(Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed Amici della
Familia Christi 2010 Viterbo pag 199).
Mario Metodio Mancini
