ABBRACCIAMI
Di Mario “Metodio” Mancini
Si è svolta venerdì 6 giugno “LA LUNGA NOTTE DELLE CHIESE” un evento che si svolge in
contemporanea in centinaia di Diocesi in Italia e oltre confine. In Italia iniziò nel 2016, a Belluno,
da una idea già avviata in Austria e Alto Adige (Lange nacht der Kirchen). L’Unità Pastorale Sacra
Famiglia-Sant’Andrea-Santa Maria di Castel d’Asso, per la Diocesi di Viterbo, partecipa dal 2023 ,
quando il tema suggerito fu: ”Dove sei?” e poi nel 2024 seguendo lo spunto: “Trovami”.
Quest’anno il tema assegnato è stato: “ABBRACCIAMI”. Sulla traccia di questi suggerimenti si
promuovono tutta una serie di iniziative culturali, musicali, teatrali, relazionali, conviviali per
rendere fruibili e animati luoghi di culto e di cultura.
Così anche realtà distanti materialmente si trovano abbracciate in un gesto comune. L’evento di
Viterbo è iniziato nella Chiesa principale per un’Ora di Adorazione Eucaristica per abbracciare la
Presenza Reale, e poi con la S Messa celebrata per l’associazione del Beato Domenico Barberi che
ricorda l’abbraccio con i “fratelli separati”, (come il B Domenico chiamava gli Anglicani), ed in
particolare l’eminente Prof Jhon H. Newman. Nella “Lettera ai Professori di Oxford” che gli aprì
le porte al dialogo ed alla conversione di quegli illustri
cattedratici Padre Domenico usò insieme alle argomentazioni teologiche espressioni di autentico
affetto: “Possano i miei carissimi fratelli essere sicuri, che se qualcuno di loro mi supera nel sapere
e nell’erudizione… sarà ben difficile che mi superino in quell’amore che io nutro per ciascuno di
loro. / quel Padre amoroso stenderà sollecito verso di voi le braccia. Quella tenera Madre, la
Chiesa, la quale vi concepì e partorì in Gesù Cristo, aprirà a voi il suo seno per nutrirvi col suo latte
salutare.” Espressioni veramente profetiche considerando che erano ancora aperte le piaghe della
persecuzione e l’odio verso gli “eretici”.
L’ultimo ad arrendersi all’abbraccio dell’Apostolo fu proprio il Decano: Jhon E. Newman che,
saputo della prossima visita del missionario, nell’attesa scrisse vari messaggi ad amici e parenti per
anticipar loro la scioccante notizia. Così scriveva il Newman in una di quelle lettere: “Mio caro
Williams, non posso non inviarti due righe, anche sapendo che ciò che ti scrivo ti farà dispiacere.
Padre Domenico, il Passionista, stanotte passerà qui lungo il suo viaggio verso il Belgio. Non sa le
mie intenzioni, ma gli chiederò di ricevermi in quello che io credo sia l’Unico Vero Ovile del
Redentore. Egli è pieno di Amore per i credenti che sono tra noi”.
Al termine della celebrazione il parroco don Luca ha brevemente trattato il tema dell’abbraccio
partendo, addirittura, dai benefici effetti relazionali, sociali, psicologici, fisiologici.
L’abbraccio si è quindi esteso alla chiesina campestre S Maria Mater Amabilis in Castel d’Asso (5
Km dalla Chiesa Madre) dove è venerato il B Domenico Barberi, per svolgere il resto del
programma. Nel piazzale, fuori del porticato d’ingresso, si è esibito il gruppo dei figuranti
medievali “La Contesa” che, con i loro abiti duecenteschi hanno rappresentato uno scorcio della
conflittualità comunale di quell’epoca concludendo il loro spettacolo con l’insegnamento che
l’abbraccio vince la violenza e la morte.
Al termine dello spettacolo, mentre il Sole del tramonto abbracciava l’orizzonte, la comunità si è
spostata all’interno della Chiesina dove don Gianni, commentando varie opere d’arte, di diverso
segno e stile, ha interpretato dal punto di vista religioso e antropologico le varie forme dell’abbraccio:
particolarmente sentite le sue parole sul Cristo del Lamagna: senza braccia, perché noi dobbiamo
essere le braccia del Signore, senza di noi non può aiutarci.
E il dipinto di Rembrandt, il Padre misericordioso che abbraccia il figliol prodigo ritornato, dove
una delle mani è di fattura maschile e l’altra è di aspetto femminile.
Così ha voluto concludere don Gianni: “Aiutaci Signore, LUCE del mondo sempre ferito dalle
tenebre, a diventare una piccola fiammella che illumina le nostre case e le nostre città. Sia la
nostra vita quotidiana un abbraccio che sostiene, che sorride, che saluta e ringrazia, che aiuta chi
fa fatica, che si inginocchi per lavare le ferite, che sia volto che perdona, che sappia rispettare tutti
senza distinzioni. Donaci anche l’umiltà per vedere le nostre fragilità e non farle diventare ombra
che oscuri il cammino. L’amabilità di chi ti ha dato la vita, aiuti anche a noi a rinascere ogni giorno
come seme in un terreno concimato dalla tua sapienza e dal tuo spirito buono. Noi siamo le tue
mani, i tuoi piedi, il tuo cammino, la tua presenza. Non vogliamo farti fare una brutta figura.
Perché il mondo ha bisogno di te. Grazie.
AMEN… AMEN… AMEN.”
La serata è continuata con la corale della Basilica -Santuario Santa Maria della Quercia diretta da
Laura Scarponi che ha eseguito un ricco repertorio, terminato con l’Inno ufficiale del Giubileo.
Nella notte, la comunità si è spostata sotto l’abbraccio di una Luna crescente che ha illuminato una
ricca grigliata conviviale
