Festa della Sacra Famiglia: la famiglia luogo
privilegiato di educazione alla cura della pace.

Stefano Stefanini

In occasione della festa della Sacra Famiglia di domenica 28 dicembre
nelle nostre chiese locali i parroci invitano gli sposi di ogni età a
rinnovare le loro promesse matrimoniali.
Papa Leone ha sottolineato l’importanza della famiglia, fondamento
della società, fondata sull’unione stabile tra uomo e donna, delineando
alle donne e agli uomini l’identità della coppia, del matrimonio e della
famiglia nella società contemporanea .
Papa Leone XIV ha dedicato un grande Giubileo delle Famiglie a Roma
(in maggio-giugno) e ha celebrato eventi dedicati, esaltando il modello di
Nazareth come segno di pace, unità e futuro, incoraggiando genitori,
figli e anziani a vivere la fede in famiglia, e ha continuato a sottolineare

l’importanza della famiglia durante le ultime celebrazioni natalizie,
invitando tutti a essere famiglie di Dio e a diffondere la pace,

“Uno sguardo attento alla vita quotidiana degli uomini e delle donne di
oggi mostra immediatamente il bisogno che c’è ovunque di una robusta
iniezione di spirito famigliare. Infatti, lo stile dei rapporti – civili,
economici, giuridici, professionali, di cittadinanza – appare molto
razionale, formale, organizzato, ma anche molto “disidratato”, arido,
anonimo. Diventa a volte insopportabile. Pur volendo essere inclusivo
nelle sue forme, nella realtà abbandona alla solitudine e allo scarto un
numero sempre maggiore di persone.

Ecco perché la famiglia apre per l’intera società una prospettiva
ben più umana: apre gli occhi dei figli sulla vita – e non solo lo

sguardo, ma anche tutti gli altri sensi – rappresentando una visione
del rapporto umano edificato sulla libera alleanza d’amore.

La famiglia introduce al bisogno dei legami di fedeltà, sincerità,
fiducia, cooperazione, rispetto; incoraggia a progettare un mondo
abitabile e a credere nei rapporti di fiducia, anche in condizioni
difficili; insegna ad onorare la parola data, il rispetto delle singole
persone, la condivisione dei limiti personali e altrui.
E tutti siamo consapevoli della insostituibilità dell’attenzione famigliare
per i membri più piccoli, più vulnerabili, più feriti, e persino più disastrati
nelle condotte della loro vita. Nella società, chi pratica questi
atteggiamenti, li ha assimilati dallo spirito famigliare, non certo dalla
competizione e dal desiderio di autorealizzazio
La Chiesa individua oggi, in questo punto esatto, il senso storico della
sua missione a riguardo della famiglia e dell’autentico spirito famigliare:

incominciando da un’attenta revisione di vita, che riguarda sé stessa. Si
potrebbe dire che lo “spirito famigliare” è una carta costituzionale per la
Chiesa: così il cristianesimo deve apparire, e così deve essere. E’ scritto
a chiare lettere: «Voi che un tempo eravate lontani – dice san Paolo –
[…] non siete più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari
di Dio» (Ef 2,19). La Chiesa è e deve essere la famiglia di Dio.

In famiglia si sviluppa naturalmente la cultura della cura, come “impegno
comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità
e il bene di tutti”, e “disposizione ad interessarsi, a prestare attenzione,
alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto
mutuo e all’accoglienza reciproca”, costituisce una via privilegiata per
la costruzione della pace, in famiglia come tra gli uomini e le nazioni per
“debellare la cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro, oggi
spesso prevalente”.

La Famiglia Luogo privilegiato per educare alla cultura della cura.
Esaltando il modello di Nazareth come segno di pace, unità e futuro,
incoraggiando genitori, figli e anziani a vivere la fede in famiglia, si rivela
fondamentale “un processo educativo” alla cultura della cura che nasca
nella famiglia, “dove s’impara a vivere in relazione e nel rispetto
reciproco”, e si sviluppi nella scuola e l’università, nel mondo del
lavoro e attraverso la comunicazione sociale.

Soggetti che sono chiamati a sostenere “un sistema di valori fondato sul
riconoscimento della dignità di ogni persona, di ogni comunità
linguistica, etnica e religiosa, di ogni popolo e dei diritti fondamentali che
ne derivano.

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