Incontro presso LA TENDA (San Faustino) 25 marzo, 2025
Tema: Gli Anziani e la Bibbia
Nel contesto della esperienza “La Tenda”, che si tiene nella Chiesa di San Faustino (Viterbo), dopo la giornata di adorazione del SS.mo Sacramento, i volontari del gruppo legato alla Comunità Sant’Egidio di Roma, hanno presentato un dibattito sul tema: “Gli anziani e la Bibbia”, anche con lo scopo di promuovere a Viterbo una attenzione più articolata sulla realtà “Anziani”. Realtà che sta crescendo di numero e quindi della necessità di non dimenticarsi di loro che prima o poi saremo anche noi. La società contemporanea non sembra molto attenta alla condizione anziana soprattutto se in disagio e malata. Proliferano le case per loro dove non raramente vengono parcheggiati in attesa. Ma è una società più orientata al profitto e alla efficienza che alimenta questo disinteresse e spesso abbandono. E la solitudine uccide più della morte fisica. Dopo la relazione del
prof. Padre Moise che ha fatto passare davanti ai nostri occhi i gloriosi anziani di cui leggiamo nella Bibbia e nei Vangeli, don Gianni Carparelli è entrato nell’animo dell’aver cura, custodire che è: proteggere, accudire, ascoltare, vegliare… anche ABBRACCIARE affinché la solitudine non offuschi la vita di chi presto dovrà lasciarla. La leggenda giapponese narrata nel film “La ballata di Narayama” (di Shohei Imamura, 1983) ha fatto da filo conduttore dell’intervento.
Il figlio Tatsuhei non vuole abbandonare la madre Orin, di 70 anni, che deve andar a morire sulle montagne secondo la regola arcaica della comunità montana di Nara. Dobbiamo stare vicini e non solo parlare di loro. L’abbraccio come poi letto nella poesia di Neruda (la magia di un abbraccio) è il gesto ricco di umanità che dovrebbe circondare chi ormai fa
fatica a vivere e si sente inutile e di peso. Mariella Zadro che coordinava insieme alla Dott.sa Valeria Mariano l’incontro, ha introdotto il Dr. Latagliata che ha presentato i dati di questa realtà. Una realtà che richiede interventi più attenti. E i volontari della Comunità S. Egidio, con la dott.sa Ciciriello, ha raccontato quello che da anni cercano di fare presso la casa Giovanni XXIII. Un esempio di servizio e presenza che potrebbe espandersi. Il consigliere Moricoli ha anche accennato a quello che
sembra frequente tra i giovani, la mancanza di una speranza creativa e costruttiva. Si vive alla giornata o al massimo aspettando cosa fare il sabato sera. A questo punto mi domando: cosa si potrebbe fare? In un paese dove io ho avuto modo di inventare qualcosa a riguardo, avevamo un gruppo di 8 volontari che erano in constante contatto con gli anziani in casa, circa una cinquantina. Una specie di rete che sapeva sempre dove e come essere presenti. Forse in ogni parrocchia e ogni paese si dovrebbe dare più attenzione alle persone che non alle cerimonie. Riflettere su queste realtà in emergenza, durante una giornata dedicata alla Adorazione Eucaristica, ricorda per me il vero senso di Adorazione del Signore. Dobbiamo riuscire a vederlo nei nostri fratelli e sorelle, non solo dentro l’Ostensorio, e servirlo mentre si nasconde nei panni della vita e dei cammini faticosi di tanti. La sua divinità è nascosta nell’umano e noi inginocchiandoci davanti a chi soffre ci stiamo inginocchiando davanti al Signore, nascosto negli “stracci” della povertà umana. Ma il Vangelo di Matteo al cap. 25 non dice proprio questo? Ritorniamo al Vangelo vivo che è GESU’.
Don Gianni Carparelli

