L’uomo con la falce
Dedicato al tutte le mamme che hanno perso un figlio.
Le mamme che hanno perso un figlio o una figlia vivono un dolore immenso, spesso
definito il “più grande di ogni dolore”. Nella loro sofferenza affrontano un percorso di
grande emotività che richiede tempo per trovare una nuova normalità, anche se il dolore
rimarrà sempre una parte della loro esperienza di vita.
L’uomo con la falce (o The Reaper) è un quadro del pittore inglese Henry Herbert La
Thangue (dipinto del 1896). L’opera ritrae un mietitore che passa vicino a un giardino dove
una mamma assiste una bambina, sua figlia, che sta lasciando questo mondo.
L’immagine, forte e simbolica, è una delle opere più celebri e struggenti del realismo rurale
britannico.
L’uomo con la falce (o The Reaper)
L’autore
Henry Herbert La Thangue
Henry Herbert La Thangue (Croydon, Surrey, 19.01.1859 – Londra, 21.12.1929), è un
pittore inglese noto per varie opere realizzate sia in Inghilterra sia in Italia. Fra i suoi tanti
quadri è celebre L’uomo con la falce; (The Reaper), attualmente conservato alla Tate
Britain di Londra.
Henri La Thangue faceva parte della cosiddetta corrente pittorica detta “Scuola di Newlyn”
in Cornovaglia, che si concentrava nel dipingere, all’aria aperta, paesaggi e immagini della
natura ma soprattutto scene di vita quotidiana di pescatori e contadini. La Thangue, in
particolare, si discostava da quella scuola piuttosto “sedentaria” e, amando viaggiare,
aveva dipinto scene di vita in Inghilterra ma anche in Liguria e attorno al Lago di Garda.
Il quadro: L’uomo con la falce (o The Reaper)
Esaminiamo da vicino questo quadro:
1. Il dipinto
Il quadro fu completato ed esposto per la prima volta nel 1896 alla Royal Academy di
Londra. All’epoca, Henry Herbert La Thangue aveva 37 anni ed era all’apice della sua
carriera come esponente del realismo rurale. Quando fu presentato al pubblico, il
dipinto scosse profondamente la società vittoriana: la stampa dell’epoca riportò che
l’autore aveva ben rappresentato il confine tra la vita e la morte in una semplice casa di
campagna. La mortalità infantile era, infatti, un tema tragicamente comune all’epoca, e
la delicatezza con cui La Thangue aveva rappresentato l’inevitabilità della morte lo rese
immediatamente famoso per quell’opera di grande impatto emotivo.
2. Il Soggetto e la Scena
Il quadro raffigura una scena apparentemente quotidiana, nel giardino di un cottage
inglese, ma carica di una tensione drammatica:
o In primo piano: Una bambina malata giace su una sedia a sdraio, pallida e
addormentata o forse già vicina alla morte. Accanto a lei, una donna (probabilmente
la madre) è colta in un momento di angoscia mentre la guarda.
o Sullo sfondo: Un vecchio contadino passa davanti al cancello del giardino portando
una falce sulla spalla.
3. Il Simbolismo: Realismo e Allegoria
L’opera fonde il realismo sociale (la durezza della vita rurale e la mortalità infantile) con
l’allegoria:
o La Morte personificata: Il contadino con la falce non è solo un lavoratore che torna
dai campi ma rappresenta chiaramente la Morte che sta passando accanto alla
casa.
o Il tempismo: Il contadino è di profilo, sta’ passando oltre, suggerendo che la
bambina sia morente o che la morte sia appena sopraggiunta.
4. Stile e Tecnica
La Thangue dipinge la scena secondo le caratteristiche della Scuola di Newlyn:
o Il dipinto è realizzato con la tecnica definita “en plein air”, con un’attenzione
particolare alla fievole luce di un tardo pomeriggio.
o La tecnica è densa nella pennellata e fa risaltare il contrasto dei colori:
– Il colore scuro dei mattoni del cottage e il verde pesante dei cespugli nel
giardino e degli alberi nello sfondo simboleggiano l’atmosfera pesante del
trapasso;
– Il bianco della veste della bambina simboleggia l’innocenza e la purezza
dell’anima, in contrasto con i toni cupi del resto della scena.
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Nella prossima visita alla Tate Britain a Londra, osservando il quadro L’uomo con la
falce, con una preghiera ricordiamo il dolore delle mamme per la perdita di una loro
creatura.
Gennaro Stammati
