PACE ANCORA IN QUESTA TERRA

Con ancora una lacrima in gola,
sono qui ad invocare la pace,
svegliarmi accarezzato 
dai soffici profumi di un’alba morbida e
dal cantare di un’upupa felice
insieme al brusio carezzevole 
di un corno inglese,
una rinascita per il mondo
affascinato dalla nuova vita.
Ora un coro d’angeli risveglia il giorno
e intanto Francesco 
per il grande fardello del suo nome 
da portare nelle fucine sgangherate del fabbro,
sporche d’olio di arrugginiti motori
e tra i solchi del grano
che insieme alle stagioni
diventa la benedizione del pane quotidiano.
Il suono della fisarmonica,
tenero,
accende i miei sogni
chiedendo perdono,
anche a te mio Signore dei Cieli.
Alessandro Calanca
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