Un anno dall’elezione di Papa
Leone: la spiritualità di sant‘Agostino con un‘ attenzione
particolare alla Dottrina Sociale della Chiesa, il mondo ha
ancora bisogno di „Rerum Novarum“ delle nuove cose
dell’impegno sociale e di una Pace disarmata e disarmante.

Stefano Stefanini

E’ trascorso un anno. Papa Leone XIV, Roberto Francesco
Prevost si e‘ presentato alla Chiesa, al mondo e alla città di

Roma, di cui e‘ Vescovo, con queste parole, profetiche e
programmatiche:
„La Pace sia con tutti voi ! Vorrei che questo saluto di Pace
entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie,
attuate le persone, ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la
terra.. Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti e il male non
prevarrà ! Siamo tutti nelle mani di Dio .
Pertanto, senza paura, uniti mano nella mano con Dio e tra
di noi andiamo avanti.“
La scelta del nome nuovo Papa si può trovare in queste
prime parole che Leone XIV ha pronunciato dalla Loggia
centrale della Basilica di San Pietro, prima della
benedizione Urbi et Orbi.
Il Pontefice eletto ha parlato di una pace «disarmata e
disarmante», ma e‘ andato oltre esortando « a cercare
insieme come essere una Chiesa missionaria, una Chiesa
che costruisce i ponti, il dialogo, sempre aperta a ricevere,
come questa piazza, con le braccia aperte a tutti, tutti coloro
che hanno bisogno della nostra carità, la nostra presenza, il
dialogo, l’amore».
Quella di Papa Leone sarà dunque una Chiesa che curerà
gli aspetti spirituali, non tralasciando quelli umani.
Una attenzione sociale che Leone XIV ha maturato anche
nei suoi molti anni da missionario nel Perù, in zone povere e
depresse.
Attento alla realtà del mondo, pronto ad adeguare la
Chiesa alle sfide della modernità. Proprio come Leone
XIII, a cui si ispirarono sindacati, le associazioni e i
partiti cattolici.

Leone XIII, al secolo Vincenzo Gioacchino Pecci, pontefice
dal 1878 al 1903, pensava che la Chiesa dovesse esercitare
il suo magistero anche in campo sociale e politico.
Come ricorda l‘Osservatore Romano, Leone XIII si
impegnò per porre fine alla politica anticlericale di Bismarck
in Germania e per riavvicinare i cattolici alla Repubblica
francese laicista.
Stabilì contatti con Stati Uniti e Russia, roccaforti di
protestantesimo e ortodossia, e migliorò i rapporti con
Regno Unito e Spagna, mediando nella guerra ispano-
americana del 1898.
Questi sono i precedenti significativi, per il Papa
statunitense, che ha lavorato a lungo in Sudamerica.

Un’ ultima annotazione su Papa Leone, agostiniano: nel
2011 ha visitato la Chiesa e il Convento Agostiniano della
Santissima Trinità di Viterbo e nel 2024 il santuario di
Cascia che custodisce il culto di Santa Rita, anch‘essa
agostiniana.

Oggi a Pompei, davanti all’Effigie della Madonna del
Rosario, ad un anno dalla sua elezione, papa Leone ha
riaffermato le due intenzioni che rimangono di pressante
attualità:
“La famiglia, che risente dell’indebolimento del legame
coniugale, e la pace, messa a repentaglio dalle tensioni
internazionali e da un’economia che preferisce il commercio
delle armi al rispetto della vita umana.

Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del
mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico

e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce
dentro il cuore, non possiamo rassegnarci alle immagini di
morte che ogni giorno le cronache ci propongono.
E’ questo il nuovo pressante appello contro le guerre che
papa Leone ha riaffermato dal santuario mariano di
Pompei.

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