Le parole di Papa Leone e per una
pace disarmata e disarmante e del Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella per rafforzare la cooperazione
internazionale e affrontare sfide globali come la tutela del
clima, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze.
Stefano Stefanini

Il Presidente Sergio Mattarella ha pronunciato nei giorni scorsi
un importante discorso ai diplomatici, in occasione dello
scambio di auguri di fine anno con il Corpo Diplomatico.
Pace e sicurezza il Capo dello Stato ha sottolineato
l’importanza di un ordine internazionale equo e sostenibile,
condannando l’uso o la minaccia di armi nucleari come un
crimine contro l’umanità.
Sovranità e diritto internazionale: Ha ribadito il sostegno
dell’Italia all’Ucraina, invocando una pace equa, giusta e
duratura basata sul diritto internazionale e sulla sovranità dei
popoli.
Ruolo dell’Europa: Mattarella ha riaffermato l’impegno dell’Italia
a favore dell’Unione Europea e della sua vocazione geopolitica
di crocevia e di mediazione tra i popoli in guerra.
– Multilateralismo e cooperazione tra le Nazioni: il presidente ha
posto in risalto la necessità di rafforzare il multilateralismo e la
cooperazione internazionale per affrontare sfide globali come la
crisi climatica, la povertà e le disuguaglianze.
Le parole di Papa Leone per una pace disarmata e
disarmante.
«La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e
disarmante» è il tema del Messaggio che Papa Leone XIV
ha scelto per la Giornata Mondiale della Pace, che si
celebrerà il prossimo 1° gennaio 2026.
Il Santo Padre invita tutti ad accogliere la Pace e
diventarne testimoni perché essa “esiste, vuole abitarci, ha il
mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla
violenza e la vince. La pace ha il respiro dell’eterno”.
I cristiani devono diventare testimoni, e citando S. Agostino,
il Papa invita a intrecciare un’indissolubile amicizia con la
pace”. Siamo tutti invitati a camminare per questa strada
tracciata dal Risorto. Lui stesso ha incarnato una pace
disarmata perché disarmata fu la sua lotta”.
La pace è un dono che va salvaguardato, infatti se “non è
una realtà sperimentata e da custodire e da coltivare,
l’aggressività si diffonde nella vita domestica e in quella
pubblica” e si può cadere nell’inganno che per ottenerla ci si
debba preparare alla guerra incarnando “l’irrazionalità di un
rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e
sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza”.
Il Santo Padre ricorda che S. Agostino raccomandava di
non distruggere i ponti e di non insistere col registro del
rimprovero preferendo “la via dell’ascolto e, per quanto
possibile, dell’incontro con le ragioni altrui”.
Per ottenere una pace disarmante dobbiamo incarnare la
mitezza perché “La bontà è disarmante. Forse per questo
Dio si è fatto bambino”. Dall’umiltà evangelica nasce la
pace. Un bambino nella sua fragilità ha la capacità di
cambiare i cuori, mettere in discussione le nostre scelte e
abbassare le armi.
Papa Leone ricorda che la pace è possibile, non è un’utopia
e il dialogo ecumenico e interreligioso sono vie privilegiate
per raggiungerla. Non dobbiamo inoltre dimenticare di
intraprendere “la via disarmante della diplomazia, della
mediazione, del diritto internazionale” che richiedono fiducia
reciproca, lealtà e responsabilità negli impegni assunti.
Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e
una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da
Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente.

