Pellegrini di Speranza: questo è il motto del Giubileo 2025. Papa Francesco ha aperto la Porta
Santa della Basilica di San Pietro a Roma la vigilia di Natale 2024, come segno forte dell’inizio del
pellegrinaggio alla tomba di San Pietro e degli altri Martiri e Santi della Fede cristiana. Nel mondo
ogni Ordinario locale ha la possibilità di concedere ad un Santuario diocesano o altro luogo
significativo della Fede, il privilegio di essere eletto a luogo giubilare. In Inghilterra sono state
designate chiese giubilari (tra le altre): la Parrocchia di Littlemore (Oxford) Church of Blessed
Dominic Barberi, per volontà dell’Arcivescovo di Birmingham Ecc. B. Longley ed il Santuario Shrine and
Church of St Anne and Blessed Dominic in Sutton per volontà dell’Arcivescovo di Liverpool.
Due devoti viterbesi (M M e E G B [lontana discendente del Beato Domenico]) dell’Associazione del Beato
Domenico hanno colto l’occasione per rinnovare la loro visita ai luoghi emblematici della missione del
Passionista Domenico Barberi in quella regione occidentale della Gran Bretagna. In particolare nel giorno
della sua festa liturgica sono stati accolti (con grande riguardo) al Santuario dove è venerato il sacello con i
suoi resti mortali. La cerimonia, presieduta dal Superiore Generale dei Passionisti è stata concelebrata da
un gran numero di sacerdoti sia passionisti sia diocesani. Per arrivare al Santuario gli ultimi 22 chilometri,
dalla Cattedrale di Christ the King a Liverpool fino al Santuario sono stati percorsi a piedi per vivere più
concretamente lo spirito del pellegrino e per assaporare gli incontri, i campi, l’aria condivisa due secoli
prima dal missionario viterbese. È anche una meditazione passo-passo per rivivere lo spirito di comunione
fraterna con il territorio ed i suoi abitanti che animava i passi ansiosi della salvezza delle anime del Beato
Domenico. Quella stessa amorevole carità deve poi essere trasferita dalla pianta dei piedi alle palme delle
mani operose nella carità fraterna. Quale è il significato di tutto questo, a parte un impegno turistico-
sportivo? Il Beato Domenico era animato dalla Speranza di portare la pace nei cuori ansiosi di Verità e la
pace tra fratelli nella Fede travolti dalla confusione delle ideologie. Per due millenni i pellegrini di Speranza
hanno fatto un simile percorso materiale-spirituale di conversione personale e “sociale” alle tombe degli
Apostoli, ai martiri della Fede, agli eroi e modello dei cristiani e questi non sono solo a Roma od a
Gerusalemme: c’è anche quello del Beato Domenico della Madre di Dio Apostolo dell’Inghilterra. A Viterbo,
da giovane, era noto come Meco della Palanzana: San Paolo VI, nella Beatificazione del 1963 durante il
Concilio, lo definì Apostolo dell’Ecumenismo. Particolarmente interessante l’Omelia del passionista inglese
Fr Paul Francis Spencer, specialmente su due punti: uno era il superamento dello stereotipo del B
Domenico come pastorello semianalfabeta. Fr Paul ha messo in evidenza lo spessore intellettuale raggiunto
da passionista come studioso: Professore di Teologia, di Dogmatica e quant’altro con oltre 40.000 pagine
manoscritte (ed oggi scannerizzate) solo in minima parte date alle stampe. Il secondo aspetto si riferiva
direttamente alla sua influenza sul San J H Newman (prossimo Dottore della Chiesa), che non era limitata al
solo periodo della conversione; a suo dire San J H Newman ha citato, nei suoi scritti, più di una volta il
pensiero del nostro Domenico.
Le credenziali dei pellegrini viterbesi si sono arricchite di timbri e firme lungo la strada tra cui la chiesa
giubilare di St Mary Church (The Hidden Gem) in Manchester (diocesi di Stalford) e, in vero spirito
ecumenico le Cattedrali anglicane di Liverpool e di Manchester. Immancabile quello di Londra della
parrocchia dei passionisti “St Joseph” a Highgatehill di cui il B Domenico scelse il terreno (era allora in
aperta campagna), ma non ebbe la grazia di veder costruita.
Finito il pellegrinaggio quale speranza rimane? Quella che viene dalla convinzione che spargendo semi di
fratellanza si inaridiscano le fonti di odio tra gli uomini sfruttate dai potenti della terra per scatenare le
violenze fratricide.
Mario “Metodio” Mancini
