A Castel d’Asso, Maria Mater Amabilis ha accolto i suoi figli venuti per una tappa particolare di un viaggio speciale. Un gruppo di giovani tra i 15 e 27 anni appartenenti al Cammino Neocatecumenale, che riunisce varie parrocchie della città di Chieti stavano partecipando ad un pellegrinaggio vocazionale che li ha visti visitare vari luoghi di spiritualità abbinando il turismo religioso alle catechesi sulla propria formazione. Così nelle varie tappe, dopo essere stati a Norcia, approfondendo la conoscenza di San Benedetto, fondatore del Monachesimo occidentale, dopo aver visitato Cascia, patria di Santa Rita, sposa, madre, monaca Agostiniana, paradigma della santità della famiglia e della riconciliazione, è stata la volta, giovedì 30 luglio scorso di Viterbo: la città dei Papi e dell’istituzione del “Conclave”. Seguendo lo schema abituale di queste tappe, la giornata è iniziata con la visita al santuario di Santa Rosa ed ai luoghi tradizionali della città. Dopo pranzo hanno percorso la via francigena lungo la tagliata etrusca pregando il rosario cantato, fino a raggiungere la Chiesetta di Castel d’Asso. La “Chiesetta”, per l’occasione ha dilatato le proprie dimensioni per poter accogliere tutti i 120 pellegrini, tra giovani e catechisti del gruppo. Infatti dopo il dovuto ristoro, sono riusciti tutti ad accomodarsi dentro la Chiesetta: chi nei banchi, chi sulle panche, chi seduto ai piedi della Madonna. Dopo il comprensibile momento di confusione si è sviluppato il momento della preghiera e della Meditazione. I giovani hanno recitato la Liturgia dei Vespri, accompagnata dai loro canti tradizionali e si sono posti all’ascolto di una catechesi sul Fidanzamento tenuta da Don Cristian, uno dei Presbiteri accompagnatori, come preparazione alla vocazione matrimoniale. È stata un momento veramente edificante per il raccoglimento e la partecipazione di tutto il numeroso uditorio: testimonianza della serietà e dell’impegno personale di tanti ragazzi e ragazze stretti in uno spazio appena sufficiente. È stata una bella esperienza e testimonianza per l’associazione del Beato Domenico Barberi che ha accettato con piacere di accogliere questi “pellegrini” della Fede dimostrando anche di saper gestire un gruppo
MARIO ed EMILIANO

