PENTECOSTE… “… lingue come di fuoco…”
Le lingue di fuoco… usciamo dalla poesia spirituale ed entriamo nel significato. Il FUOCO. Partiamo dal possibile significato già espresso nella parola: fuoco. In sanscrito…. (Agni… (अग्नि) che nella tradizione vedica e induista significa non solo un elemento fisico ma è una divinità che è tramite tra divino e umano… e poi in Ebraico (Esh אֵשׁ) è anche la radice della parola “berESHit” che è la prima parola nella bibbia:… suggerendo che “fuoco” è il motore della creazione… e ci aiuta a sentire il calore di Dio. Tutto questo entroterra culturale ci fa pensare che FUOCO è una realtà che brucia dentro di noi e ci fa andare a riscaldare il tutto. Vedere o immaginare quelle lingue di fuoco sugli apostoli e la Madonna è come VEDERE il cammino della chiesa=credenti che sono portatori del fuoco di Cristo. La Resurrezione di Fazzini me lo ricorda con l’arte. In quella opera di bronzo vedo il fuoco che genera il Cristo universale… noi tutti (ek-klesia=chiesa) la nuova creatura lievitata dalla presenza del Signore Gesù per diventare il Cristo, pane e alimento di vita risorta. Ricordate la Veglia di Pasqua? Inizia con il benedire il FUOCO. Nel benedire ringraziamo il Signore Padre del cielo e della terra, per averci donato la vita e per poi donarla a tutti. Ma che meraviglia la visione del cristianesimo quando vissuta e non solo cerimoniata nelle feste. (leggeremo insieme la sequenza “Vieni santo spirito…”). Usciamo dal tempio per infiammare la storia. La Pentecoste non sono lingue di fuoco. E’ una vita infuocata che diffonde calore di pace, giustizia, bontà, accoglienza, correttezza, sincerità…. È una vita, direbbe Don Giosy nel suo 50mo anniversario di carriera musicale, firmata da Dio
don Gianni Carparelli
