PERDUTI RICORDI TRA LE ONDE DEL MARE
Incontrarti ancora sul selciato del porto,
vicina agli anelli d’ormeggio in ferro battuto,
con un mazzo dei raggi di sole
per regalo rubati per te,
il mio ultimo saluto.
Tra voli di gabbiani,
ti lascio un mazzetto di fiori raccolti
nel prato,
con la luce magica nei tuoi occhi.
Rimango a guardarti
ricordando il tuo letto di petali,
dalla finestra bluette scalfita,
risuona il beccheggio della risacca,
insieme al profumo di salsedine e
all’aroma d’elicrisio e d’iperico dal campo.
Qualche lucciola si specchia,
nella darsena placida,
poi volata al suo nido.
Tra la schiuma bianca
delle onde nella notte chiara
col libeccio che soffia inclemente
e l’alone in agguato dei cieli,
ritorno al mio destino.
Portando il ricordo di te
con un nodo alla gola,
i tuoi sorrisi,
i capelli sciolti al vento capriccioso,
che accarezza i faraglioni di roccia ocrata.
Ora è tutto lontano,
sconvolto dal tùrbine dei rumori fatali,
pensieri sconnessi,
ultimi di una vita sofferta,
con gli affetti nascosti
sotto un manto di foglie silenti.
Alessandro Calanca
