PREMIO MAESTRO FARDO
Il Premio Maestro Fardo è un riconoscimento alla virtù civica e alla solidarietà che si tiene a Viterbo ed è stato intitolato a Maestro Fardo di Ugolino di Uffreduccio, un grande filantropo e benefattore viterbese vissuto a cavallo del XIII secolo.
La 24esima edizione del Premio Maestro Fardo si è svolta il 17 maggio 2025, come sempre, presso la Fondazione CARIVIT . Quest’ anno presso il nuovo Centro Culturale VALLE FAUL a Viterbo. La sala gremita di viterbesi come mai, ha da subito applaudito, ancor prima di avere i nomi dei premiati quasi volesse portare sul palco i ringraziamenti dei presenti per l’operato dei premiati e precisamente per:
– Andrea Arena (alla memoria)
– Ilda Biancarini, per il suo sostegno ai pazienti del Reparto di Ematologia del Policlinico Gemelli di Roma
– Marina Cianfarini
– Aldo Perugi (alla memoria), ex Presidente della Fondazione CARIVIT
– Giancarlo Morucci
– Giuliana Natali
– Sandro Petri
– Francesca Pizzaia
– Roberto Poleggi
– Fabrizio Rocchi, fondatore di Clean Up, un’associazione di volontariato per la riqualificazione urbana e ambientale di Viterbo
– Oksana Zakhrchenko
– Mario Mancini
La cerimonia di premiazione ha visto la presenza delle autorità, tra cui la Sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il Vescovo di Viterbo S.E.R. Mons. Orazio Francesco Piazza e il Presidente della Provincia Alessandro Romoli. La giuria è composta da rappresentanti di Legambiente, Fondazione ADMO LAZIO ETS, AVIS Comunale di Viterbo, AGESCI e Consulta Comunale del Volontariato.
Ai premiati una targa in ceramica lavorata da una artista locale.
Ogni premiato meriterebbe di essere raccontato in tutto ciò che ha portato alla sua premiazione ma noi ci soffermeremo solamente su Mario Mancini, l’ultimo dei premiati.
Mario Mancini è un nome ben conosciuto in diversi contesti a Viterbo. Ecco alcune informazioni su di lui:
Nato a Roma nel 1943, dopo la laurea in Scienze Geologiche, Mancini si è dedicato al lavoro di ricerche geologiche prevalentemente all’estero. Rientrato a Roma, suo luogo di nascita e dove sempre aveva vissuto, cominciò a scontrarsi con profondi pensieri di natura spirituale che, piano piano, lo portarono a scelte di vita di grande impegno sociale portandolo, persino, ad abbandonare il lavoro e … lo stipendio.
Conosciuta la Sig.na Tommasa Alfieri , presidentessa dell’Azione Cattolica femminile nazionale nonchè nipote dell’illustre Vittorio, ne rimase ammaliato dalla personalità e dal suo carisma. Fu, per lui, il colpo di grazia. Entrò nell’Associazione “Familia Christi” da lei fondata a Roma e ne divenne una figura oltremodo impegnata tanto da diventarne l’erede spirituale. Nel seguire la Sig.na Masa come, Lei, soleva farsi chiamare, è con lei approdato a Viterbo dove tutt’ora, il Mancini, risiede e “lavora a favore degli ultimi”. Morta la Sig,na Masa , eventi particolari lo portarono a dover abbandonare l’eremo sito alla Palanzana, località collinare di Viterbo, in cui viveva con alcune figure religiose che seguivano la Sig.na Masa proprietaria dell’eremo suddetto. La Palanzana poi tornerà negli impegni di Mario Mancini come avremo modo di vedere più avanti.
Uscito dall’eremo, il Mancini non rimase con le mani in mano bensì continuò a donarsi agli altri attraverso varie associazioni quali: la Caritas diocesana, l’ Archeotuscia, l’ospitale del pellegrino, il Gavac a favore di carcerati (e altro come vedremo fra poco), accettando ogni occasione di aiuto verso gli altri. Merita d’essere ricordato, che in tutto questo turbinio di attività, non ha mai smesso di scrivere articoli “di senso”; si, perché il Mancini il giornalismo lo ha nel sangue, non a caso, infatti, è stato a lungo presidente dell’ UCSI o ordine dei giornalisti cattolici di Viterbo. Già con la Sig.na Masa scriveva per una rivista dalla stessa fondata nel 1971 e alla cui morte ne è diventato direttore editoriale. È stato, anche, coinvolto in progetti editoriali significativi.
Tornando alla loc. Palanzana il Mancini ha anche rilevato l’ associazione, fondata da Vittorio Bonucci, “amici del Beato Domenico della Madre di Dio” al secolo Domenico Barberi pastorello nato al casale Pace della Palanzana tanto che veniva sopranominato “Meco della Palanzana”. Su tale argomento ci sarebbe molto da scrivere ma ci limitiamo a precisare che si tratta di un padre passionista molto attivo soprattutto in Inghilterra dove è venerato moltissimo e alla cui tomba (santuario di Sutton) giungono moltissimi pellegrini Inglesi. Per tale motivo il Mancini è attualmente molto preso anche dall’organizzare un cammino di pellegrinaggio da Londra a Sutton per l’appunto. Ora, come già detto, l’eremo non c’è più ma Mario lo si può trovare ogni domenica mattina a Castel d’Asso, presso la chiesetta rurale di “S.Maria Mater Amabilis”, dove. alle ore 10 don Gianni Carparelli (guida spirituale dell’Associazione) celebra la S.Messa e sempre ricorda il Beato Domenico dato che, proprio lì nella chiesetta, su umile altarino, viene venerato.
Tornando al premio Maestro Fardo val la pena di ricordare la motivazione scritta sulla sua pergamena a ricordo di questa super meritata premiazione:
“Persona di profonda cultura e spiritualità, dopo aver lasciato la sede di ”Familia Christi” ha continuato il suo servizio volontario in diverse forme, presso la Caritas, nella casa per i pellegrini, all’Archeotuscia nella chiesetta di Santa Maria della Salute del Maestro Fardo, al GAVAC con gli ex detenuti, dove serve una mano Mario ne mette due. Questo riconoscimento non cambia la sua vita, ma il suo esempio può cambiare la nostra”.
Bravo bravissimo a Mario e soprattutto : GRAZIE !
Sandro Mose Toso
