Un tempo propizio per disarmare il linguaggio per capindelle
nazioni, uomini pubblici, giovani, famiglie e individui. Papa
Leone: „Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di
conversione”.
Stefano Stefanini
In questi giorni che vedono ancora il mondo e l’Europa
stessa (guerra Russia Ucraina) sempre più lacerata da
conflitti sociali, politici, economici purtroppo, da guerre
sempre più micidiali e cruente per le popolazioni civili, oltre
che da eventi violenti tra opposte fazioni, possiamo
considerare uno degli aspetti “profetici” del Passionista
Domenico Barberi.
Mario Mancini di APS Amici del Beato Domenico della
Madre di Dio ci ha ricordato che Domenico Barberi che fu
Beatificato da San Paolo VI nel 1963 in pieno Concilio
Ecumenico come Apostolo dell’Ecumenismo e del dialogo
tra religioni e culture.
Vorrei ricordare il sindaco di Firenze Giorgio La Pira,
promotore di Pace, che nel 1955 con i suoi Incontri del
Mediterraneo, in piena guerra fredda, convocò a Firenze i
sindaci di 37 capitali del mondo tra cui Mosca e Washington
per promuovere la pace e la concordia tra le nazioni.
Uomini del dialogo hanno ancora spazio in in mondo
lacerato da violenze derivanti da guerre o da violenze
private ?
Il tempo quaresimale può esortare anche tra i cristiani e le
altre religioni, tra i laici e non credenti una nuova stagione di
rinnovata armonia, concordia, pacificazione tra nazioni e
individui?
Questa e‘ solo una pia illusione o un anelito a cui tutti
governati e governati, credenti e non credenti, religioni e
organizzazioni internazionali possono concretamente
perseguire ?
Il messaggio che Papa Leone XIV ha indirizzato alle
Comunità per la Quaresima 2026, e‘ “Ascoltare e
digiunare. La Quaresima come tempo di conversione”.
Nel messaggio diffuso il mercoledì delle Ceneri, il Santo
Padre spiega che “la Quaresima è il tempo in cui la Chiesa,
con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di
Dio al centro della nostra vita”, per cui “l’itinerario
quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare
l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di
seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a
Gerusalemme”.
In questa Quaresima, Papa Leone XIV ci invita innanzitutto
concretamente a chiedere «la grazia di una Quaresima che
renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi», ed a
poter «lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui».
“Le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le
comunità religiose tutte sono chiamati a compiere in
Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto
della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e
della terra, diventi forma della vita comune”, sottolinea
il Santo Padre.
Inoltre, il Papa ha incoraggiato a chiedere «la forza di un
digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano
le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce
dell’altro».
“Impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi
in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e
l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti
e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore”, ha
scritto.
Ascolto e digiuno
Allo stesso modo, il Santo Padre ha sottolineato
l’importanza di dare spazio “alla Parola attraverso l’ascolto,
poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui
si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro”.
Mentre, riferendosi al digiuno, il Papa ha spiegato che
“costituisce una pratica concreta che dispone
all’accoglienza della Parola di Dio” per cui è importante
“mantenere vigile la fame e la sete di giustizia… istruendola
perché si faccia preghiera e responsabilità verso il
prossimo”.
Disarmare il linguaggio
Infine, il Santo Padre invita in questa Quaresima a
“disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al
giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non
può difendersi, alle calunnie”.
“Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a
coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di
lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di
comunicazione, nelle comunità cristiane.
Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di
speranza e di pace”, ha incoraggiato il Pontefice.
