QUARTA di Quaresima (15 di marzo)
Scrive San Paolo ai fedeli di Efeso: “Comportatevi come figli della LUCE… e il frutto della LUCE consiste in ogni bontà, giustizia e verità… cercate di capire ciò che è gradito al Signore…” (Ef. 5). Vi scrivo da Toronto (Canada). Mi trovo qui a celebrare i 40 anni di una organizzazione chiamata “Caritas/school of Life”, della quale sono stato uno degli iniziatori. Stiamo presentando un libro con testimonianze di vita di chi è riuscito a risorgere dalla tenebre alla luce, imparando a vivere la vita, anzi meglio: a danzarla: “Dancing the Walk”. Verrà presentato anche a Viterbo a fine maggio, presso la Unitus. Perché una vita che sia VITA non deve solo camminare e lavorare per produrre beni di consumo. Deve anche essere portatrice di bontà, di servizio, di generosità, di accoglienza, di onestà, di attenzione agli altri… non interessa chi siano e come siano. Per essere persone che portano LUCE non bisogna essere necessariamente essere elencati nei registri delle parrocchie. Bisogna essere elencati nelle libro delle virtù. Credo che Gesù non ci chiederà un certificato di appartenenza, ma leggerà la nostra vita. E allora usciamo dalla terra delle nostre idee spesso ristrette e allarghiamo i cammini verso la terra che lui ci mostrerà e diventeremo una grande nazione. E saremo benedetti da Dio perché impareremo, seguendo Gesù, a vivere come LUI gradisce. E’ la strada della resurrezione.
don Gianni Carparelli
