Quarta Domenica T.O. – 1 di febbraio 2026

Salmo di inizio è il 105… “radunaci dalle genti,” non da un popolo, ma da “tutte le genti”. Di ogni tipo, di ogni tradizione, di ogni cultura e mentalità e aggiungerei altro: di ogni… di ogni… I profeti sognavano una realtà “ALTRA”… con le radici dall’alto della grandezza del mistero e non solo dalle miserie della immaginazione umana. Il salmo 145 e poi il Vangelo delle beatitudini (Mt 5) ci immergono in questo mistero di amore universale che nasce dalla semplicità di chi non vive congelato nelle proprie idee culturali, a volte prive di cultura vera. Il Dalai Lama in “La buona novella” condivide un messaggio di profonda spiritualità umana focalizzato sulla bontà del cuore. Posso dire che il cristianesimo non è una religione diversa dalle altre? Non è una religione di culto su altari di marmo o di terra. Il cristianesimo è diventare “presenza” di quel Cristo che viviamo nella nostra fede. Nell’offertorio della Liturgia non offriamo cose perché in quelle cose pulsa la nostra presenza che si dona, si trasforma, si mette in comunione. Per questo la Liturgia è la vita della Chiesa. Ma deve uscire dai riti e rinascere nei cammini dei suoi significati. Altrimenti continueremo ad andare dentro le chiese senza mai capire dove vive la vera Chiesa.
(di: Marcello silvestri, Tarquinia-Vt)
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