Viterbo “Casale Molaioni”, la provincia di Viterbo promuove il
recupero del casale del 1700 ove ha lavorato
da giovane il beato Domenico Barberi,
apostolo del dialogo con la Chiesa
Anglicana.
Stefano Stefanini
La provincia di Viterbo si e’ fatta promotrice del recupero e della valorizzare
del Casale “Molaioni”, l’edificio storico risalente al 1700, situato lungo la
strada Sammartinese, nelle vicinanze dell’ospedale di Belcolle.
Con il Decreto n. 95 del 29 aprile 2026 il presidente Alessandro Romoli ha
approvato in linea tecnica il progetto di fattibilità tecnico-economica
necessario per presentare la candidatura ai finanziamenti della regione Lazio
finalizzati alla valorizzazione di palazzi storici, luoghi di culto e spazi culturali
ubicati nella regione.
L’intervento rientra nel piano regionale dedicato alla valorizzazione di teatri,
palazzi storici, luoghi di culto e spazi culturali. Per gli enti pubblici il contributo
regionale potrà coprire fino all’80 per cento della spesa ammissibile, mentre
la quota restante dovrà essere sostenuta dall’ente proprietario.
Il casale Molaioni viene descritto dalla provincia come un luogo di forte valore
storico, religioso e culturale per il territorio viterbese. Il complesso è legato
alla figura del beato Domenico Barberi, religioso originario della Tuscia noto,
anche per il suo ruolo nella conversione al cattolicesimo di san John Henry
Newman.
Il progetto è stato redatto dall’ingegnere Umbro Pasquini, dirigente del settore
tecnico della provincia, nominato anche responsabile unico del procedimento.
Nei prossimi mesi gli uffici provinciali dovranno completare la candidatura
sulla piattaforma regionale dedicata ai bandi culturali del Lazio.
Una volta ottenuta l’approvazione e il finanziamento da parte della Regione
Lazio la destinazione dell’immobile storico potrebbe essere finalizzata
a “museo” del Beato Domenico e a struttura di accoglienza dei parenti
dei malati del vicino ospedale di S. Rosa.
Il dott. Mario Mancini gia’ presidente dell’Associazione Amici del Beato
Domenico Barberi della Madre di Dio, accogliendo il 26 luglio 2022 il
presidente della provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, in qualità di Ente
proprietario dell’immobile ha illustrato il duplice fine del progetto:
riuscire a salvare dall’obblio e probabilmente anche dalla sua distruzione,
l’immobile conosciuto come “Casale Molaioni”, ubicato sulla Strada
Provinciale Sammartinese. L’immobile, risalente al XVIII secolo è soggetto al
vincolo ed ha annessa una cappellina;
creare una struttura di accoglienza per i parenti dei malati degenti nel
contiguo Ospedale di S.Rosa.
Dalla relazione tecnica deduciamo che l’immobile è annesso al fabbricato
rurale monumento storico in quanto rifugio dei Padri Passionisti nel 1809 per
la soppressione degli Ordini Religiosi.
La Cappellina annessa al fabbricato rurale venne concessa in comodato
d’uso gratuito dall’Amministrazione Provinciale all’associazione ’“Amici del
Beato Domenico della Madre di Dio” con delibera n° 1083 del 16/7/1987.
La Cappella fu ripristinata al culto il 27/10/1990 da S.E. Mons. Fiorino
Tagliaferri alla presenza del Sindaco Giuseppe Fioroni e di un folto gruppo di
pellegrini venuti dall’Inghilterra, dove il Beato viterbese è particolarmente
venerato.
Ricordano Mario Mancini e Sandro Mosé Toso, presidente dell’Associazione
’“Amici del Beato Domenico della Madre di Dio: È proprio qui che fino al 1815
il giovane Domenico Barberi (chiamato Meco della Palanzana), contadino
semianalfabeta maturò la sua vocazione che lo portò missionario in
Inghilterra, confrontandosi con i professori di Oxford e con gli immigrati
irlandesi delle miniere di carbone.
San Paolo VI, in pieno Concilio Ecumenico, lo proclamò Beato, Apostolo
dell’Ecumenismo. Il suo carisma è ancora operante in Inghilterra dove la sua
salma è venerata nel Santuario a lui dedicato.

Notevoli interventi furono necessari per il restauro e la straordinaria
manutenzione della Cappella. L’interesse dei pellegrini inglesi e la devozione
dei fedeli viterbesi spinsero l’Associazione a chiedere all’amministrazione
provinciale (prot.004671 dell’1/3/1993) anche la concessione di due locali nel
casale contiguo, dei quali s’impegnava al ripristino.
In un paio di occasioni la Cappellina è stata visitata dagli Arcivescovi della
diocesi di Birmingham e varie volte da sacerdoti e da fedeli inglesi e, in
occasione del viaggio dei giovani studenti viterbesi accompagnati qualche
anno fa da Mario Mancini, i fedeli inglesi hanno mostrato particolare interesse
al progetto di recupero del fabbricato rurale.
Non è raro che un degente, guardando dalla finestra dell’Ospedale la
Cappellina del Beato Domenico, si senta rincuorato da una presenza
spirituale benigna e confortevole. Infatti la struttura è direttamente confinante
con l’Ospedale e può essere resa accessibile sia a piedi sia per disabili.
Il percorso, seppur breve, attraversa una piccola gradevole abetaia.
Il 26 luglio 2022 il Presidente della Provincia Alessandro Romoli,
accompagnato dalla funzionaria al settore Patrimonio Anna Rita Santini e dal
Geometra Giuseppe Presutti, unitamente a Mario Mancini e ad alcuni
collaboratori, ha eseguito un sopralluogo per constatare direttamente lo stato
dei luoghi.
Si tratta effettivamente di salvare dalla sua distruzione un pezzo importante
della storia di Viterbo, punto di riferimento di devoti e turisti, posizionato in un
una zona panoramica particolarmente gradevole.
