RITORNO NATÌO

Corrono veloci
i ricordi del ritorno natìo,
con l’aria pregna di sensazioni contrite,
piangono lacrime nel cuore
per le tante storie disperse,
rimembranze principesche 
dei momenti di gloria vissuti,
incuranti di successi e conquiste,
lasciate alle ortiche.
Quei campi arati con muggiti 
per la bava alla bocca dalla fatica,
colline lasciate alla stagione a venire 
con un manto di verde velluto
dipinto dal germoglio prezioso dei semi,
regalando il frutto ai tepori solari,
tra i profumi e i colori 
d’iperico e papaveri.
Ora le ruote del carro 
ancheggiando sull’asse 
tornando alla stalla,
girano lente.
Alessandro Calanca
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