Seconda Domenica T.O./A – 18 di gennaio 2026
Mi inspiro al salmo 39, ripreso anche da Paolo nella lettera agli Ebrei (10: 5-7). Dio non ha bisogno alcuno delle nostre cose e noi invece lo riempiamo di oggetti, di vestiti, candelabri, di cerimonie… queste servono a noi, forse per non sentirci in colpa di quello che non riusciamo a dare e che farebbe veramente piacere. Questo capita anche nelle nostre relazioni umane quotidiane. “Sacrificio e offerte non gradisci, gli orecchi mi hai aperto… allora ho detto: Ecco io vengo”… “IO VENGO… a fare la tua volontà”. Ed “IO” vuol dire: ”IO”, non il mio corpo seduto in chiesa o altrove. Significa: la mia vita, i miei pensieri, la mia onestà, la mia cortesia con gli altri, la mia attenzione al mondo e alle persone, il io lavoro attento e disponibile, la mia professione onesta competente, la mia presenza nel politico trasparente… Quando allora preghiamo: “… Il Verbo si è fatto carne…” (versetto al Vangelo, Gv 1), capiamo meglio cosa vogliamo dire: “… le parole arricchite di fede vera, diventano la vita che raccontiamo nelle preghiere”.
don Gianni Carparelli
