Per il presidente delle Repubblica Sergio
Mattarella i cittadini del volontariato: curano
ferite presenti nella nostra società e animano
periferie e territori in preda allo sconforto
dell’abbandono.
Sono patrioti che sanno come solidarietà e fraternità giovino
anche a chi sviluppa questa dimensione di impegno.
Stefano Stefanini
Il Presidente Sergio Mattarella ha partecipato alla cerimonia di
chiusura di “Palermo Capitale italiana del volontariato 2025” al
Teatro Massimo di Palermo il 6 dicembre scorso. In Tale
contesto ha sottolineato l’importanza del volontariato per
rafforzare la coesione sociale e dare significato alla
quotidianità delle persone.
Il valore del volontariato secondo il presidente Mattarella
rappresenta una “leva possente” per promuovere fraternità,
partecipazione e valori condivisi.
È un’espressione di cittadinanza attiva e partecipe delle finalità
indicate dalla Costituzione, esso costituisce un patrimonio
morale e culturale per l’Italia, con quasi 5 milioni di
persone che dedicano ogni anno 84 milioni di ore al
servizio degli altri.
In sintesi il Capo dello Stato ha riconosciuto e esaltato l’alta
dignità del Volontariato: „la prossimità è la prima rete di
solidarietà, capace di rendere migliori e più gratificanti le
nostre vite, volontariato è il nostro vivere insieme, è la
consapevolezza e l’orgoglio di sentirsi comunità”.
Riportiamo di seguito l’Intervento integrale del Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di chiusura di
“Palermo capitale italiana del volontariato 2025” il 6 dicembre
scorso.
Un saluto cordiale ai tanti volontari presenti al Teatro
Massimo e a quanti, ovunque in Italia, si impegnano
nell’aiuto al prossimo.
La prossimità – prima rete di solidarietà – rende migliori
e gratificanti le nostre vite.
Rivolgo un saluto al Presidente della Regione, al Sindaco di
Palermo -ringraziandoli per i loro interventi -, al Sindaco di
Modena, ringraziandolo per le sue parole, con gli auguri per
la sua città, capitale del 2026, anno dedicato dall’ONU al
volontariato per lo sviluppo sostenibile.
Saluto e ringrazio tutti gli intervenuti, i rappresentanti delle
associazioni di volontariato, le giovani Chiara e Matilda:
sono certo che tutti siamo rimasti emozionati nell’ascoltare
le loro esperienze. Grazie!
Vorrei rinnovare i complimenti – che l’applauso ha
manifestato per due volte – al Coro delle voci bianche. Sono
davvero bravissimi!
Qualche scettico si chiede: a cosa serve il volontariato?
Riflettiamo sui dati resi noti, recentemente, dall’Istat: quasi
5 milioni di persone – oltre il 9% della nostra
popolazione – che dedicano ogni anno 84 milioni di ore
del proprio tempo. Non a sé stessi ma agli altri, a chi ne
ha bisogno.
Anche soltanto in termini economici rappresenta un
patrimonio impressionante. Un patrimonio basato sulla
gratuità.
Un impegno, sia organizzato, sia individuale, che riflette una
comunità non ripiegata su sé stessa, ma che sviluppa e
pone in pratica valori di coesione sociale.
Il volontariato è un motore di ricerca, di costruzione di
rapporti che ampliano e rendono autentico il godimento
dei diritti nella società.
Una leva possente per dare vicinanza, calore umano,
fraternità, in definitiva, dare senso alle relazioni sociali. Con
attenzione particolare alle condizioni di fragilità.
È un’energia di cui le comunità non potrebbero fare a meno.
Poc’anzi è stato sottolineato.
È stato reso evidente dalle parole che abbiamo ascoltato
qui, dalle vostre attività negli anni, dall’impegno
supplementare, in questo 2025, che Palermo ha onorato
come capitale italiana del volontariato.
La nostra società è innervata dalle esperienze e dalla
cultura dei volontari.
Per restare ai tanti momenti rimasti impressi nella memoria
collettiva: dagli angeli del fango, nell’alluvione di Firenze del
1966, ai tanti giovani accorsi a sostegno delle popolazioni
colpite da calamità naturali, dai terremoti del Belìce, del
Friuli, dell’Irpinia, fino a vicende recenti, che ben ricordiamo.
Si potrebbe compilare un lungo calendario della solidarietà.
Sono iniziative e comportamenti iscritti nella storia
d’Italia. Il volontariato è stato fattore di unità.
Con le sue esperienze ha contribuito a scelte importanti.
Basti pensare al cammino che ha portato a costituire e poi a
potenziare la Protezione civile, sistema in cui l’apporto del
volontariato è prezioso.
Tuttavia, il volontariato non è soltanto una sorta di “pronto
soccorso” nelle grandi emergenze.
Accompagna – e offre significato – alla quotidianità delle
persone, quella personale e quella collettiva.
Disegnando – con l’opera di un immane numero di persone
– l’idea effettiva di comunità, qualificandosi come forza
sociale, culturale, educativa e formativa.
Segnalandosi come protagonista nell’attuazione di principi
della nostra Costituzione, anzitutto quelli di partecipazione e
di solidarietà.
Questo avviene nell’impegno di tante donne e tanti uomini,
di tante ragazze e tanti ragazzi, di tanti anziani, di tante
associazioni che si prendono cura anche della natura, dei
nostri beni culturali, del nostro ambiente.
Che curano ferite presenti nella nostra società.
Che animano periferie e territori in preda allo sconforto
dell’abbandono. Veri e propri patrioti che sanno come
solidarietà e fraternità giovino anche a chi sviluppa
questa dimensione di impegno.
Poc’anzi, e nello splendido video che abbiamo avuto
proposto, c’è stata una ragazza che ha detto: ‘si dona uno
e si riceve mille’. Ed è davvero così.
Questo è un fenomeno, quindi, che accresce il patrimonio
morale del nostro Paese.
La gratuità può apparire, agli scettici di cui parlavo
all’inizio, un termine caduto in disuso, un’ingenua
illusione per anime belle ma fuori dalla realtà.
Al contrario, le sue azioni sono ispirazione e volano
concreto di costruzione del bene comune.
Mi ha colpito – in una delle tante occasioni di incontro – uno
studio dedicato dall’Università di Torino all’impatto degli
interventi concreti di un’associazione ben nota di quella città
– il Sermig – negli oltre cinquant’anni della sua attività.
Un impegno riassunto in uno slogan efficace, semplice
ma efficace: abbiamo percorso chilometri come se
fossimo andati cento volte sulla luna.
Questo è il volontariato.
Generando valore economico, effetti di moltiplicazione,
anche consistenti risparmi per i conti pubblici. Un’altissima
quantità di denaro pubblico.
Conferma – come tutti voi ben sapete e comprendete – che
è il disinteresse nei confronti delle altre persone, nei
confronti della società, a provocare diseconomie,
determinando, inoltre, fratture sociali, esclusione, deserto.
Il volontariato esprime, in questo senso, anche una
dimensione di cittadinanza attiva, partecipe delle finalità
indicate dalla Costituzione.
La giustizia, premessa della pace, si realizza iniziando
dal basso. Da quel che è vicino.
Il volontariato è l’altro che entra nella propria vita e
l’arricchisce.
Il volontariato è il nostro vivere insieme.
È la consapevolezza e, insieme, l’orgoglio di sentirsi
comunità.
Il volontariato, il Terzo settore, l’economia civile sono
diventati un grande insieme di cui, più che utile, è
necessario tener conto. Il cammino compiuto è
eloquente.
Quest’anno vissuto intensamente a Palermo – come è stato
sottolineato – ha portato sperimentazione di iniziative e
progettazioni insieme a pubbliche amministrazioni.
La sussidiarietà – verticale e orizzontale – è, a pieno titolo,
parte del modello costituzionale.
Ne abbiamo costantemente conferma: il volontariato è
palestra di democrazia concreta che può immettere forza
vitale nelle istituzioni. Elemento necessario in un tempo
contrassegnato anche da paure suscitate da tossine messe
ingannevolmente in circolo, da indifferenze che non
condannano la sopraffazione, la violenza, l’illegalità, da
allontanamento dalle ragioni della convivenza civile.
Le tossine oscurano il futuro e il volontariato è un
antidoto prodigioso.
Giorno per giorno, con i fatti, dà corpo alla speranza.
Il volontariato non accetta che l’antropologia che
prevalga sia l’entropia dell’individualismo. Prospettiva
denunziata da Sergio Paronetto che, ancora molto
giovane, fu un motore del Codice di Camaldoli, una
delle iniziative in cui, riflettendo, si precedeva la
redazione della Costituzione.
“Vogliamo essere annoverati – diceva – fra quelli che
verranno discussi e giudicati perché faranno, non fra
quelli che giudicheranno e discuteranno. Saremo con
quelli che sbaglieranno, non con quelli che troveranno
a ridire perché si è sbagliato”.
Non potrebbe esserci definizione migliore, più calzante per
l’attività del volontariato e vorremmo che questa aspirazione
diventasse sempre più contagiosa.
Grazie per l’impegno che mettete in campo.
Grazie per quanto fate ogni giorno.
–
– Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in
occasione della Giornata Internazionale del Volontariato
per lo Sviluppo Economico e Sociale, ha rilasciato la
seguente dichiarazione: «Ogni giorno milioni di persone
offrono, volontariamente, un inestimabile contributo alla
comunità. Una dedizione che si accentua nel corso delle
crisi umanitarie, ambientali e climatiche, che si concretizza
nelle piccole e generose azioni quotidiane di prossimità.
Quella del volontariato è una forza spontanea a servizio della
persona, una risorsa che si affianca alle istituzioni preposte al
soccorso e alla ricostruzione, conferendo maggiore efficacia
a l l a l o r o a t t i v i t à .
Lo stesso raggiungimento degli obiettivi di sviluppo
sostenibile – ci ricordano le Nazioni Unite – richiede l’apporto
dei volontari per sconfiggere la povertà, la fame, le
disuguaglianze e per promuovere la pace.L’odierna edizione
della Giornata del Volontariato, dal tema “Ogni contributo
conta”, assume particolare rilievo, aprendo l’Anno
internazionale istituito dall’ONU per sottolinearne
l’importanza e la necessità di integrare questo prezioso
patrimonio di iniziative e valori nelle politiche dirette
all’attuazione dell’Agenda 2030.La Repubblica è grata ai
volontari e alle loro organizzazioni per la preziosa azione di
solidarietà che svolgono».
La cerimonia ha segnato anche il passaggio di testimone a
Modena, designata Capitale italiana del volontariato 2026.
