SESTA Domenica di Pasqua, 10 maggio 2026

Siamo nel mese di maggio e celebriamo la nostra fede nella presenza della Madonna, per noi Mater Amabilis. Questa è una delle invocazioni nelle Litanie Lauretane che si pregano dopo il Rosario. Tradizione secolare resa universale dal Santuario di Loreto. Ad ogni invocazione noi rispondiamo “Ora pro nobis” (prega per noi). Ma lo diciamo così di corsa che ci sfugge il suo significato, profondo, per la nostra vita di fede. E rischiamo di continuare a ripetere senza che la nostra vita rifletta quello che diciamo nelle preghiere. Mentre invece c’è nella preghiera un cammino di vita che ci porterebbe a diventare strumenti della presenza del Signore in ogni attimo della nostra esistenza. Noi, anche noi, figli di una Madre che genera vita nuova. Maria ha “dato vita” a un FIGLIO che invita tutti a “dare vita” a un modo di vivere e convivere più umano, più rispettoso e in pace, più generoso e accogliente, che comprende la sofferenza e la indirizza a< generare vita nuova… non è facile comprendere. E’ avvolto nel mistero della vita del Signore Gesù Cristo, tutto e sempre da scoprire. Lo celebriamo nella Liturgia e nei suoi passi nascosti nel riti e cerimonie. Noi siamo tutti FIGLI di questa MADRE e siamo INVITATI (= ek-klesia) a diventare “padre e madre” di una umanità nuova. La Madonna ce lo ricorda: “pro nobis”, e la preghiera si riscopre vera preghiera nel momento in cui la vita si trasforma. E’ la PAROLA che diventa VITA.
don Gianni Carparelli
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