In questi giorni, causa una bella influenza, mi sono trovato a chattare, con vecchi compagni di classe, molto più di quanto non faccia solitamente. Tra una battuta e l’altra ci siamo accorti che come Gesù usava parabole per far capire alcuni concetti, così qualcuno di noi (in qualità di nonni) cerca di far crescere i nipotini, con sani principi, raccontando semplici storielle a sfondo educativo, ossia, con sana morale. Tra le tante, mi ha colpito particolarmente la seguente e ho così pensato di condividerla con i nostri lettori visto che sembra essere proprio in linea con un precedente articolo di don Gianni Carparelli.

Un padre aveva un figlio impulsivo, che si arrabbiava facilmente e pronunciava parole dure contro chi lo circondava. Notando il danno che ciò poteva causare, il padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse: “Ogni volta che ti lasci sopraffare dall’ira e ferisci qualcuno, piantane un chiodo nel cancello dietro casa.” Nella prima giornata, il ragazzo ne piantò 15. Col tempo, però, iniziò a controllare meglio il suo temperamento, e il numero di chiodi diminuì gradualmente. Imparò a dominare la rabbia, scegliendo il silenzio al posto delle sfuriate. Un giorno, riuscì a non piantare nemmeno un chiodo.

Il padre allora gli disse:
 “Da oggi, per ogni giorno in cui manterrai la calma e tratterai gli altri con gentilezza, rimuovi un chiodo dal cancello.”
Passò il tempo, e alla fine il ragazzo tornò dal padre, orgoglioso, annunciando di aver tolto tutti i chiodi.
Il padre lo guardò con dolcezza e lo condusse davanti al cancello. Poi gli disse:
 “Hai compiuto un grande passo, figlio mio. Ma guarda il cancello… anche se i chiodi non ci sono più, i buchi sono ancora lì. Così sono anche le anime delle persone: anche se chiedi scusa, le ferite causate da parole dure non si cancellano facilmente.”
Morale:
 Le parole possono ferire più profondamente delle azioni.
 Una parola detta con rabbia può lasciare una cicatrice nell’anima di qualcuno, anche dopo essere stato perdonato.
 Rifletti prima di parlare: a volte, il silenzio è la prova più grande di saggezza.
A ciò vorrei aggiungere personalmente che anche il parlar male delle persone con facilità e con continuità all’interno di una comunità non porta assolutamente ad una sana crescita della stessa, infatti, ciò che si semina non è conoscenza o condivisione di quanto SI RITIENE DI AVER SUBITO, ma più semplicemente … ZIZZANIA. E come si sa … la zizzania se non la si toglie finisce per infestare tutto facendo poi morire ciò che di bello e buono c’era nel prato come nella comunità.
Sandro Mosè Toso
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