TERZA di Quaresima/C (con il Vangelo di Luca) -Tempo della conversione
Credete proprio che le migliaia di morti in Ucraina, Estremo oriente (Palestina e Israele), in Africa, in Haiti, per le strade delle nostre città (femminicidi, droga, incidenti stradali…)… fossero più peccatori di noi?… Ma se non ci convertiamo a una vita nuova… (Luca 13). E il cammino faticoso per diventare “nuovi” è come la fatica che una pianta fa per crescere e portare frutti. Altrimenti viene tagliata e gettata nel fuoco. E il FICUS CARICA, così fu battezzato da Linneo nel 1753, ma nelle strade conosciuto come FICO, si fece avanti e un po’ scocciato disse: “Scusate, non so perché ce l’avete con me. Dai tempi dei Fenici, vi regalo ombra, vi disseto e addolcisco la vita. Anche Platone quattro secoli fa parlava di me tanto che lo chiamavano mangiatore di fichi… e poi i vostri profeti. E la figura che mi avete fatto fare nel vostro giardino terrestre?… Immaginate: le mie foglie prese per coprire quello che voi erroneamente chiamate: “vergogne”… e ora mi sento dire: tagliatelo perché non porta frutto, e non era neppure la stagione dei frutti (Mc 11). E che è colpa mia se il terreno è arido e non curato?”. Gesù lo guardò con simpatia, anche a lui e ai genitori piacevano i fichi. Disse: “Hai ragione… ma è proprio quello che io volevo dire. E’ che la gente non mi capisce. Io ce l’ho contro, non di te, ma contro coloro che chiacchierano tanto e non fanno nulla. Sfoggiano belle foglie, ma niente di sostanzioso viene fuori. Di questa gente che riscalda i banchi anche riservati, mi sono stufato”. E Gesù ordinò al fico di resuscitare. Contrariamente a quello che scrive Saramago ne “Il Vangelo secondo Gesù” (p. 285) il fico riprese vita e grinta. Cominciò a fare piazza pulita delle foglie che non avevano accanto le meravigliose “infruttescenze” con le quali ci deliziamo, mettendo da parte quello che non serviva. Conversione: le foglie diventarono tutte fichi. Noi siamo come i FICHI. Lo speriamo e la speranza non delude mai. Basta non fermarsi ad aspettare che arrivi. Se vuoi la frutta, la devi aiutare crescere. Capisci? Capiamo?
don Gianni Carparelli
