Terza di Pasqua/C (4 maggio)
Quello della pesca è tema ricorrente nei Vangeli. Il pensiero corre alla Chiesa… ricordate “vi farò pescatori di uomini” (Mt 4:19)?. Nella pagina di oggi sembra che Gesù voglia farci capire che senza di Lui non possiamo fare nulla (vedi anche Gv 15:5). Dobbiamo stare attaccati=UNITI a Lui affinché il nostro lavoro=servizio porti frutto. Questa pagina di Vangelo precede poi il brano nel quale Gesù chiede a Pietro se lo ama (Gv 21:15)… perché dipende da questo amore il servizio pastorale di Pietro. E amore non è solo dire: ti voglio bene, ma immergersi nella vita dell’amato per trasformarsi in LUI, diventare una sola vita con LUI. Il brano del Vangelo viene così illuminato in questi giorni nei quali la Chiesa, santa e fragile, sta scegliendo il nuovo Pastore, il successore di Pietro dopo la meravigliosa esperienza con Francesco. Essere uniti al Signore Gesù, vivere come Lui viveva, ascoltare e servire come Lui sapeva ascoltare e servire. Non solo invocarlo nelle orazioni, ma diventare noi con la nostra vita la vera preghiera. Dio non ha bisogno di cerimonie ma di una vita, la nostra, celebrata sull’altare della storia. Alla domanda: “Mi ami tu…?” dobbiamo rispondere non con la bocca, ma con la parola della vita.
don Gianni Carparelli
