Terza Domenica di Pasqua, 19-4-26
“Mostraci Signore il sentiero della vita” (dal salmo 15) preghiamo durante la Liturgia di questa domenica. Noi i discepoli che stiamo camminando nella vita a volte pieni di dubbio e tristezza verso la “Emmaus” delle speranze nascoste ma vive dentro di noi. “Emmaus” in ebraico (Hammat) vuol dire: “sorgente calda”. Mi permetto di leggere il racconto nella luce infinita della fede che raccoglie ogni dettaglio e cerca di scoprire la presenza del Signore anche quando gli occhi non lo vedono. La sua presenza è come un bagnarsi in acque calde che danno tranquillità e sicurezza. Forse non si sa bene perché, ma ci si sente meglio, come abbracciati, come accompagnati nella vita, come amati… Quando sentiamo parlare il Papa ci sentiamo abbracciati dalla verità spesso offuscata dall’arroganza squilibrata di non pochi. E’ come andare verso Emmaus e renderci conto che la verità non è quella venduta dai media. “Abbiamo sentito dire… non sai cosa è accaduto in questi giorni…?”, ma c’è tanto “ALTRO” in arrivo. Oggi e domani ricordiamo anche la presenza nella nostra vita di un profeta, Don Dante Bernini e il ricordo di lui si trasforma in memoria presente come quella del Signore Gesù nella vita della Chiesa… e l’umanità si ingentilisce, si riveste di pace, si alimenta di giustizia e risorge a ogni passo di chi crede e vive la resurrezione nella propria vita. E’ riconoscere il Signore allo spezzare del pane perché “… Io sono il pane della vita…”. Invito me e voi a “leggere e capire” la profondità del messaggio cristiano e a non fermarsi alle “svirgolature” incorniciate di apparenze che forse luccicano, ma non sempre illuminano il cammino.
(… e noi siamo in quella barca desiderando chi è già con noi…)
don Gianni Carparelli
