Terza Domenica T.O./A – 25 di gennaio 2026

San Paolo scrivendo alla comunità di Corinto, scritta attorno al 53-57: “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona…”. La seconda lettura nella liturgia, oggi, è un brano da questa lettera. Lo prendo in mano come un frammento del grande cammino di fede. Sorgevano nelle comunità divisioni e forse contrasti: “… io sono di Paolo, io di Apollo, io di Cefa… io di Cristo…”. Oggi nella Chiesa diremmo, anzi lo si sente dire: “io seguo Benedetto… io Francesco… io Leone… io quel teologo… io sono del Movimento del Focolare e io del Cammino Neocatecumenale… Io di C.L. ed io di Opus Dei…”. Sento una vocina gentile che sussurra: “… ah raga’!… guardate che io non sono uno spezzatino. Il messaggio veramente non è vostro, ma è il mio e ve lo offro con la mia vita, non con lettere e discorsi Se prima di tutto non sapete ascoltarvi, capirvi, condividere, rispettarvi nei vostri cammini e anche fragilità… guardate che i libri e le prediche non vi aiuteranno a vivere, ma solo ad accapigliarvi”. E allora io mi permetto di sperare: meno conferenze e piani di strutture per le caselle della burocrazia religiosa o campi di battaglia delle associazioni, che non sempre è spirituale. Un po’ più di condivisione delle esperienze di vita pastorale, invece? Per vedere se possiamo fare meglio e servire di più. Come faceva il nostro Domenico Mangano, con la sua presenza nel “politico”, nel sociale, nella vita di fede. Testimoniava Cristo, non i titoli nel biglietto da visita o l’adesione a un movimento. A proposito vi consiglierei di leggere, di Paolo Crepaz: “Un uomo straordinariamente semplice” (2017) perché “… i puri di cuore vedranno Dio” (Mt 5:8).
don Gianni Carparelli
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