Domenica 7 settembre c.a., a Castel D’Asso, nella chiesetta rurale di S.Maria Mater Amabilis dove viene venerato il Beato Domenico Barberi da Viterbo; il nostro padre spirituale Don Gianni Carparelli ha proposto alcuni arricchimenti relativi alla S.Messa. Abbiamo, quindi, iniziato a celebrare con una liturgia che è stata mirata ad ottenere un maggior coinvolgimento dei fedeli. Una liturgia intesa come espressione di comunità, ossia: una celebrazione liturgica non solo come un insieme di riti e gesti, ma come l’espressione di una comunità che si riunisce per celebrare e ringraziare. In tale circostanza, la partecipazione dei fedeli è stata abbastanza attiva, certo non passiva, creando così un senso di unità e condivisione.
Non è facile coinvolgere tutti ma certamente non impossibile. Bisogna solo avere il coraggio di provarci. Da molto tempo, non a caso, don Gianni ci sta guidando in questo cammino ricordandoci sempre come la liturgia non debba essere rigida e immutabile, ma debba, piuttosto, essere adattata e modificata per renderla più significativa e coinvolgente per i presenti. Ciò, può includere, anche, l’uso di musica, arte e ogni altro elemento che aiuti a esprimere la fede e la spiritualità. Ciò, permette di vivere una liturgia creativa in cui il sacerdote, ovviamente, svolge un ruolo importante nella celebrazione sia come officiante, che come promotore della partecipazione e dell’impegno ideologico, in particolare sul piano civile e sociale oltre che culturale. Risulta quindi evidente come la partecipazione attiva dei fedeli sia fondamentale per creare un senso di comunità e condivisione. Ciò, oltre che includere la lettura delle Scritture, la preghiera, il canto e altri elementi che aiutino a esprimere la fede e la spiritualità, deve creare occasioni di riflessioni personali che verranno poi condivise con gli altri così che, ogni partecipante possa arricchirsi, anche, grazie alle riflessioni di altri membri della comunità.
Tornando all’origine di questo scritto ossia all’esperienza di domenica scorsa, appunto, don Gianni ha cercato di creare un’atmosfera di partecipazione attiva, incoraggiando i fedeli a prendere parte alle letture, in particolare, elaborandone il contenuto per poi esprimere le proprie considerazioni od “osservazioni” ai fedeli presenti. Nel suo insieme direi che la comunità ha risposto a questo nuovo approccio in modo fattivo e costruttivo. Tutto è andato meglio del previsto dimostrando che la liturgia non è un insieme di riti e gesti, ma un’espressione di una comunità che si riunisce per celebrare e ringraziare. Siamo stati felici di vedere come la comunità ha risposto a questa “provocazione”, e siamo grati per la creatività e la generosità di don Gianni non chè dei fedeli che hanno contribuito a rendere questa celebrazione così speciale. Ora, non resta che continuare su questa strada.
Sandro Mosè Toso
