XI DOMENICA T. O. A 14 Giugno 2026

Èsodo19,2-6° ; Salmo 99 (100) ; Romani 5,6-11; Matteo 9,36 – 10,8

Volare alto

 

La missione affidata da Dio a Mosè, nell’A.T., era stata: «Se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa tra tutti i popoli».

Gesù, nella prima missione ai discepoli, disse: «Non andate fra i pagani». La Parola e la Salvezza sembravano rivolte soltanto ai discendenti di Abramo.

Con la Resurrezione, la missione invita ad essere «un regno e sacerdoti, per il nostro Dio». Non più un “regno di sacerdoti”, ma “un Regno e Sacerdoti”: essere non più padroni, ma al servizio della Parola.

  1. Gesù è cosciente dell’impegno della missione e delle difficoltà che i discepoli incontreranno: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». La missione è duplice: annuncio di Dio e visione dell’Uomo.
  2. Gesù chiarisce tutto ai suoi: «A stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, quando eravamo ancora deboli, peccatori, nel tempo stabilito, Cristo è morto per noi». Morì per gli empi.

La missione è fatta di persone vere: «Se quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita; giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui».

Coscienti del dono ricevuto, «non solo» assumiamo la missione, «ma ci gloriamo pure in Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale abbiamo ricevuto la riconciliazione».

 Chi è il missionario? La missione riguarda tutti; non i sacerdoti, ma il Regno intero. Persone vere.

  1. «Andate. Strada facendo, su ali di aquile, annunciate la Parola. Predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino». “Il Regno è vicino” significa “è qui”: è dentro di voi ed in mezzo a voi.

Ogni credente ha il suo posto da occupare e da vivificare. Il Vangelo ricorda: «I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì». Ogni posto ha la sua missione e la sua gloria, a meno che qualcuno non si voglia rifiutare di occuparlo e vivificarlo.

«Fate questo in memoria di me. Lavate i piedi al fratello sporco. Risuscitate i morti, purificate i lebbrosi. Avete il potere sugli spiriti impuri per scacciarli. Guarite gli infermi da ogni malattia e ogni infermità»: vi sono affidati tutti i mali del peccato del mondo. Celebrate la gloria.

  1. Pietro domandò a Gesù: L’impegno della missione è grande.«Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito, che cosa ne avremo?».La felicità, la gloria? «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

don Lamberto di Francesco

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