XVI DOMENICA T. O. A. 19 Luglio 2026
Sapienza 12,13.16-19; Salmo 85 (86); Romani 8,26-27; Matteo13,24-43
Parola di Dio ha nemici
- Gesù, in parabole, similitudini, insegna ai semplici ed agli umili; sono parole umane con un linguaggio di cielo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che semina buon seme nel suo campo; simile a un granello di senape, al lievito».
Un nemico, «il Maligno, viene, semina zizzania in mezzo al grano e se ne va», nella speranza che «i figli del Maligno, che sono la zizzania», distruggano il grano buono.
Il Maligno e la sua stirpe attendono contenti che venga, presto e severo, nella «mietitura alla fine del mondo», un Giudice che giudichi e condanni.
Mietitori della messe saranno «gli angeli», non il nemico: sapranno scegliere il grano buono e separarlo dalla zizzania.
- Ed è qui il contrasto tra bene e male, bello ed utile, peccatore e santo, Verità e menzogna.
Il Padre dona giustificazione ai suoi figli, fratelli nel Figlio. Non giudizio. Nel giudizio chi si può trovare giusto davanti al Figlio di Dio sulla Croce e Risorto? Il giudizio è per i figli del Maligno.
I discepoli, errando, vorrebbero una immediata vendetta: estirpare il male. Non sarà questa la soluzione. Il male non deve essere estirpato, ché poi ricresce: «Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura».
Il male deve seccare per essere estirpato alla radice. Tre giorni per farlo seccare e, cambiando la storia, far risorgere la vita: «Al momento della mietitura dirò ai mietitori: “Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
- Il Figlio, nell’amore, al terzo giorno, realizza, prima in sé, poi in ogni fedele, il termine di ciò che è corporeo ed il trionfo della Gloria; dona coscienza della propria dignità, seppur ferita e dolorante e supera la sofferenza della morte. Al terzo giorno: germini il seme, cresca la pianticella, lieviti il pane; si dissecchi il seme malvagio. Occorre un tempo nel quale la morte si senta vincitrice, poi sorga la vita e la morte non abbia più capacità di nuocere: questa è la vita di chi è alla sequela di Gesù Cristo.
- «Il Santo Spirito» aiuta a comprendere il significato ed il valore della parabola, Parola che, essendo di cielo, è ignota a chi è di terra, e «viene in aiuto alla debolezza ed intercede con gemiti inesprimibili» a favore degli umili che la comprendono, mentre coloro che si credono sapienti, la minimizzano.
Gesù, nel Vangelo, manifesta la Verità: «Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno; il Figlio dell’uomo è colui che semina il buon seme».
«La forza di Gesù Seminatore è il principio della giustizia. È lui padrone di tutti; giudica con mitezza e governa con molta indulgenza e, quando vuole, esercita il potere».
«La tua parola, Signore, seme e lievito del regno, fruttifichi in noi e ravvivi la speranza di veder crescere l’umanità nuova». L’annuncio della Parola ricordi «che hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento al giusto che ama Dio e gli uomini».
