XXVI DOMENICA T. O. C.  28 Settembre 2025

Amos 6,1a.4-7; Salmo 145 (146); 1Timòteo 6,11-16; Luca 16,19-31

“Due sono le vie: una della vita e una della morte”

 

 «Guai agli spensierati: canterellano, bevono, mangiano, si ungono con gli unguenti più raffinati, ma della rovina del popolo di Dio non si preoccupano». Questi rimarranno fuori del Regno del Padre.

I criteri, le soddisfazioni che guidano la vita del mondo, sono all’opposto di quelli della vita dei figli del Padre.

Nella Dottrina dei Dodici Apostoli si legge: “Due sono le vie, una della vita e una della morte, e la differenza è grande fra queste due vie.

La via della morte è questa: omicidi, adultéri, furti, idolatrie, rapine, ipocrisie, frode, superbia, avarizia, invidia. Persecutori dei buoni, odiatori della verità, amanti della menzogna, non hanno pietà del povero, respingono il bisognoso: non soffrono con chi soffre, non riconoscono il loro creatore.

Questa è la via della vita: innanzi tutto amerai Dio che ti ha creato, poi il tuo prossimo come te stesso; e tutto quello che non vorresti fosse fatto a te, anche tu non farlo agli altri. benedite coloro che vi maledicono e pregate per i vostri nemici; voi invece amate quelli che vi odiano e non avrete nemici”.

Gesù ne dà testimonianza nella sua parola: «C’era un uomo ricco ed un povero, di nome Lazzaro»: l’uno pieno di lusso smodato, l’altro colmo di preoccupazione e sofferenza. «Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel regno del Padre. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano il Padre, e Lazzaro accanto a lui». Nel regno di Dio, il ricco e Lazzaro, si trovano l’uno nella sofferenza, l’altro nella gloria del Padre: troppo tardi il ricco comprende. Implora per avere sollievo. La risposta del Padre ricorda che il ricco è ancora figlio come il povero, ma tiene conto di ciò che il ricco, liberamente, ha scelto per sé: «Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni e Lazzaro i suoi mali; ora in questo modo lui è consolato[LD1]  tu sei in mezzo ai tormenti». Il Padre non condanna; constata: un grande abisso ha scavato il ricco tra se stesso ed il fratello; ha scelto di percorrere la via della morte e non ha ora più capacità di colmare l’abisso.

Il ricco chiede, allora, un segno per aiutare i fratelli a non cadere nello stesso errore, ma la Parola di Dio non è serva di convenienze umane. Il Padre ha dato la sua parola e la promessa; ad essa sarà fedele: «Hanno Mosè e i Profeti; non li ascoltano; non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti».

Cosa dicono le Sacre Scritture? «Gesù Cristo, ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato»; ogni Profeta, annunciatore della Parola, segua la testimonianza ricevuta ed inviti: «Tu, uomo di Dio, tendi alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede. Cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni». Sii coerente con le tue scelte ed io «ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento».

“Così prega: Padre nostro che sei nel cielo, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi il nostro debito, come anche noi lo rimettiamo ai nostri debitori, e non ci abbandonare nella tentazione, ma liberaci dal male; perché tua è la potenza e la gloria nei secoli”.

«A Te onore e potenza per sempre. Amen».

“Nel giorno del Signore, riuniti, spezzate il pane e rendete grazie dopo aver confessato i vostri peccati”.

don Francesco Di Lamberto

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