Papa Francesco, ieri 1 aprile, nell’introduzione della S. Messa a Casa  Santa Marta in diretta streaming alle 7:00, ha rivolto il suo pensiero proprio agli operatori della comunicazione, affinché aiutino le persone a resistere a questo periodo di isolamento.

“Oggi vorrei che pregassimo per tutti coloro che lavorano nei media, che lavorano per comunicare, perché la gente non si trovi tanto isolata; per l’educazione dei bambini, per l’informazione, per aiutare a sopportare questo tempo di chiusura”. Sono state le sue accorate parole.

E proprio noi giornalisti cattolici, in questa difficile e drammatica emergenza del Coronavirus, siamo chiamati a testimoniare il Vangelo.

Durante l’omelia, infatti, Papa Bergoglio ha sottolineato parlando dell’identità, di quando Gesù rivolgendosi ai giudei che avevano creduto, aveva detto: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero i miei discepoli” . Torna quella parola tanto cara al Signore che la ripeterà tante volte, e poi nella cena: rimanere. “Rimanete in me” . Rimanere nel Signore. Non dice: “Studiate bene, imparate bene le argomentazioni” questo lo dà per scontato. Ma va alla cosa più importante, quella che è più pericolosa per la vita, se non si fa: rimanere”.

Già, rimanere nel Signore, sopratutto in questi tempi. Come fare, cosa vuol dire? Semplicemente lasciarsi guidare dallo Spirito Santo, come i Discepoli, testimoni concreti di libertà, di fede, di abbandono. Soprattutto senza mai assoggettati ad  ideologie fuorvianti. Libertà, appunto.

E a tal proposito il Santo Padre offre un altro spunto di riflessione affermando: “Chiedo al Signore che ci faccia conoscere questa saggezza di rimanere in Lui e ci faccia conoscere quella familiarità con lo Spirito: lo Spirito Santo ci dà la libertà. E questa è l’unzione. Chi rimane nel Signore è discepolo, e il discepolo è un unto, un unto dallo Spirito, che ha ricevuto l’unzione dello Spirito e la porta avanti. Questa è la strada che Gesù ci fa vedere per la libertà e anche per la vita. E il discepolato è la unzione che ricevono coloro che rimangono nel Signore”.

 

 

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