Papa Francesco, capitolo quinto, versetto 43, del Vangelo di Matteo, omelia di ieri 19 giugno, a  Casa Santa Marta.

Un’altra occasione per riflettere, per fermarci con noi stessi.


“Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori”, un amore universale,  un mistero da vivere e rinnovare in noi, per essere come il Padre.
Difficile, complicato seguire il Creatore e Papa Francesco, lo evidenzia, lo analizza.


Il nostro nemico, chi ci ha fatto del male, che ci vuole distruggere.  Il vicino di casa che ci calunnia per invidia, il fratello che tradisce, l’amica od il marito. Come
 si può intraprendere un cammino d’amore universale? 

Papa Francesco risponde efficacemente: “Chiedere al Signore la grazia di benedire i nostri nemici, perdono e preghiera“. E continua – come riportato nel video di Vatican News -“lo diciamo tutti i giorni nel Padre Nostro; chiediamo perdono come noi perdoniamo: è una condizione, anche se non facile. Così anche pregare per gli altri, per quelli che ci danno difficoltà, che ci mettono alla prova: anche questo è difficile, ma lo facciamo. O almeno, tante volte siamo riusciti a farlo”.

Insomma:  perdoniamo, per essere perdonati; amiamo, per essere amati. Difficile, molto difficile. Pensiamo, così, a Gesù sulla Croce: il Mistero della Croce. Ed è Papa Bergoglio che ci offre lo spunto: “Padre, perdonali, perché non sanno cosa fanno”. E continua: “Ma pregare per quelli che vogliono distruggermi, i nemici, perché Dio li benedica: questo è veramente difficile da capire. Pensiamo a Auschwitz e ad altri campi di concentramento: loro dovevano pregare per questo dittatore che voleva la razza pura e ammazzava senza scrupolo, e pregare perché Dio li benedicesse! E tanti lo hanno fatto”.


È la logica di Gesù, dove possiamo accostarci, chiedendo la grazia di essere come Lui. Infatti il Santo Padre sottolinea che “È dunque una grazia da chiedere, quella di capire qualcosa di questo mistero cristiano e essere perfetti come il Padre che tutti i suoi beni dà ai buoni e ai cattivi.” 


Parole forti, necessarie per capire, per trovare e ritrovarci, dove riflettere sui nostri nemici, spinti dal maligno, chiedendo perdono per loro, come Santo Stefano, nel momento del suo martirio.
Siamo cristiani, ed i cristiani perdonano ed amano il loro nemico. È questa l’essenza di questo modus operandi.

Papa Francesco, infatti, conclude: “La preghiera mafiosa è: Me la pagherai. La preghiera cristiana è: “Signore, dagli la tua benedizione e insegnami ad amarlo. Pensiamo ad uno: tutti noi ne abbiamo. Pensiamo a lui. Preghiamo per lui. Chiediamo al Signore di darci la grazia di amarlo“.

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