Un invito alla carità gratuita, realizzando concretamente la nostra umanità, compiendo con amore il nostro dovere. L’altro da amare e non da rovinare, da accogliere. È il messaggio di Papa Francesco in Piazza San Pietro, nell’Angelus di domenica 28 aprile, giorno in cui la Chiesa ricorda Santa Caterina da Siena.

“Rimanere nel Signore per uscire da noi stessi. Questo coraggio di uscire ed inoltrarsi nella necessità degli altri, nasce dalla fede nel Signore risorto e dalla certezza che il suo spirito accompagni la nostra storia”.

Un impegno, quindi di carità verso il prossimo. Continua il Santo Padre esortando a “Rimanere in Gesù, per noi è la vite dalla quale assorbiamo la linfa, cioè la vita, per portare nella società un modo diverso di vivere e di spendersi, che mette al primo posto gli ultimi.”
La risurrezione dell’Uomo di Galilea per Papa Francesco porta “Frutti di vita nuova, uniti al Signore, di Giustizia, di pace. I veri tralci sono stati i Santi e per esserlo tutti noi siamo chiamati a vivere con amore, offrendo la nostra testimonianza ogni giorno. Dobbiamo essere Santi con questa ricchezza che non riceviamo dal Signore risorto. Ogni attività, sia piccola che grande, se risulta in unione con Gesù e con atteggiamento di amore e di servizio è occasione per vivere in pienezza il battesimo e la santità evangelica.
Conclude poi implorando l’intercessione della Madre dell’umanità:

“Maria ci sia di aiuto, ci insegni a rimanere in Gesù, come tralci alla vite, e mai a separarci dal suo amore”.

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