Via Crucis al Colosseo, in una Roma costantemente monitorata dalle Forze dell’Ordine. Nel giorno del Venerdì Santo, dove si ricorda la morte in croce di Gesù, sul monte Calvario, l’importante momento di riflessione, con il Santo Padre.

Ti vedo, Gesù…” è l’incipit delle quattordici meditazioni, scritte da un gruppo di ragazzi tra  i 16 e i 27 anni. Ed è proprio Papa Francesco a volerli,  in vista del Sinodo sui giovani ad ottobre. Sono gli studenti di un liceo classico di Roma: il “Pilo Albertelli”, coordinati dal loro insegnante di religione, il giornalista Andrea Monda. Alcuni di loro portano la croce, insieme a suor Genevieve Al Haday, scampata alla violenza, una famiglia siriana, i frati di Gerusalemme.

La Via Crucis del 30 marzo 2018, quindi,  all’insegna dei giovani, dove  il Santo Padre nella conclusione parla di “vergogna e speranza“. Due parole, queste, messe al centro della profonda riflessione.

Vergogna, perché tante persone ha detto Papa Francesco – e perfino alcuni tuoi ministri si sono lasciati ingannare dall’ambizione e dalla vanagloria,  perdendo la loro dignità. La vergogna – prosegue il Papa –  perché le nostre generazioni stanno lasciando ai giovani un mondo fratturato da divisioni e da guerre, un mondo divorato da egoismo dove i giovani,  piccoli, malati,  gli anziani sono emarginati.  La  vergogna di aver perso la vergogna”.

La Chiesa continua ad essere una luce che testimonia la Verità, dove con  la Croce frutto dell’avidità degli ipocriti, ma ci ha insegnato che il suo amore è la nostra speranza.

Condividi