San John Henry Newman Dottore della Chiesa
Di Mario “Metodio” Mancini
Il primo novembre 2025, Festa di Tutti i Santi, Papa Leone XIV ha solennemente dichiarato, dinanzi ad una folla di 50.000 fedeli riuniti in Piazza San Pietro, san John Henry Newman Dottore della Chiesa. San Newman si trova così in compagnia di giganti come Sant’Agostino, San Tommaso d’Aquino ed altri 35 Dottori della Chiesa ed insieme a San Tommaso d’Aquino co-patrono della missione educatrice della Chiesa: non per nulla questa dichiarazione ha avuto luogo in corrispondenza con il Giubileo della Cultura e dell’Educazione. (vedi link per il filmato della cerimonia)
L’evento ecclesiale è stato preceduto, il giorno precedente, 31 ottobre, da un “Academic Symposium” all’Università Gregoriana di Roma organizzato dal “Centro Internazionale degli Amici di Newman” e da vari altri istituti internazionali. Si sono avvicendati al tavolo dei relatori 29 studiosi di ogni nazionalità che hanno approfondito vari aspetti del pensiero e della personalità di Newman, nonché delle varie tappe dei processi canonici. (vedi link per il filmato del Simposio). All’inizio è stato cantato l’Inno: “Praise to the Holiest” uno dei tanti scritti dallo stesso Newman. Nei vari interventi si è sottolineato il ruolo di Newman come un ispiratore del Concilio Ecumenico Vaticano II per il suo pensiero sulla Chiesa e specialmente per il rinnovamento della dottrina cattolica e la spiegazione del suo sviluppo. La sua maturazione spirituale è avvenuta attraverso lo studio appassionato dei Padri della Chiesa che fanno di lui più che uno studioso un loro teologo. Famosa è anche la sua posizione sulla prevalenza della coscienza, che lo pongono alla radice del dialogo ecumenico ed interreligioso. È stato anche un ispiratore del “metodo sinodale” sostenendo la necessità di ascoltare gli altri con la disposizione mentale di stare sullo stesso livello con loro. Il suo ingresso nella Chiesa di Roma ha infine rivelato un altro aspetto della sua personalità: il suo grande cuore. Il suo motto cardinalizio era “Cor ad cor loquitur”: quando la comunicazione più che sulla razionalità formale si basa su un’emozione. Infatti Newman amava la Chiesa Anglicana ma si convinse della veridicità della Chiesa Romana attraverso lo studio delle origini tanto che si dovrebbe parlare di “passaggio” più che di “conversione”, termine che per gli automobilisti indica un radicale cambiamento di direzione. Eppure esitò a lungo a fare questo passaggio: fu l’ultimo dei “Trattariani” ritiratisi con lui a Littlemore a fare l’Abiura (dichiarazione piuttosto pesante a quei tempi). Questo anche favorito dai sospetti incrociati di Anglicani e Cattolici sulla sua ricerca di una via intermedia. La sua decisione fu infine presa a contatto con colui che mostrava concretamente tutto il suo amore per quelli che chiamava “fratelli separati” al di là di ogni disputa teologica o dottrinale: il Passionista viterbese Beato Domenico della Madre di Dio. Fu inginocchiato ai suoi piedi che, alla fine, aprì il suo cuore in una piovosa serata di ottobre 1845.
